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Mondiale a rischio black out: offerte basse e tv spaventate dagli orari. Ma anche la FIFA ha colpe

Mondiale a rischio black out: offerte basse e tv spaventate dagli orari. Ma anche la FIFA ha colpe TUTTOmercatoWEB
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Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
venerdì 12 maggio 2023, 08:45Calcio femminile

A pochi mesi dall’inizio, fissato per il 20 luglio, il Mondiale Femminile rischia di non essere visto in Europa. Troppo basse infatti le offerte presentate dalle varie emittenti del Vecchio Continente, in particolare dai cinque paesi più importanti, rispetto alle richieste della FIFA: dall’Inghilterra infatti sarebbe arrivata un’offerta da 8 milioni, dalla Germania di cinque, mentre l’Italia sarebbe quella che avrebbe offerto di meno fermandosi a un milione. Tutte molto distanti dai 10 milioni che sono il minimo che la FIFA vorrebbe incassare per permettere di trasmettere l’evento sportivo.

Nei giorni scorsi il presidente della FIFA Gianni Infantino si era detto preoccupato per queste offerte al ribasso e sferzato i vari paesi a fare di più e puntare sulla valorizzazione del calcio femminile e di quello che è il suo torneo più importante a livello internazionale: “Se i Mondiali di Qatar hanno portato offerte da 200 milioni, quelle per la rassegna iridata in Australia e Nuova Zelanda non superano i 10 milioni. Per essere molto chiari, è nostro obbligo morale e legale non svendere la Coppa del Mondo femminile. Pertanto, se le offerte continuano a non essere eque, nei confronti delle donne e del calcio femminile, saremo costretti a non trasmetterla nei paesi europei Big 5”.

Gli orari mattutini, che porterebbero ad ascolti più bassi e una minore raccolta pubblicitaria, sono alla base della decisione delle tv europee di non andare oltre certe cifre e smascherano in parte la dichiarata volontà di dare visibilità al calcio, e allo sport, al femminile più volte sbandierata ai quattro venti. Dall’altra parte c’è però anche una FIFA che in passato ha snobbato la competizione in rosa come sottolineato anche da un’ex calciatrice e dirigente dell’organismo del calcio mondiale come Moya Dodd che ha paragonato la vendita dei diritti tv della Coppa del Mondo femminile, in passato legata a doppio filo a quella della competizione maschile, ad hanburger e patatine: “L’analogia che mi viene in mente è quando compri un hamburger e ottieni le patatine gratis come contorno. E all’improvviso qualcuno dice ‘Sai cosa, la gente potrebbe voler solo le patatine? Forse c’è un mercato per quello?’ E indovina un po’? C’è. E tu lo hai sottovalutato regalandolo. Quindi ora nessuno vuole pagare per le patatine e basta”.

Il rischio concreto dunque è che questa estate gli appassionati debbano fare i salti mortali, oltre a impostare sveglie a orari mattutini come però già preventivato, per vedere le gare con la speranza che almeno vengano trasmesse dalla piattaforma FIFA+. Un danno d’immagine per il calcio femminile, un’occasione mancata per cercare di far crescere il movimento e attrarre anche un pubblico più generalista.

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