Salernitana, dal sogno alla paura: derby da brividi. Mercoledì in 18mila all'Arechi
E’ sempre la solita Salernitana versione dottor Jekyll e mister Hyde. Una squadra capace di dominare per 70 minuti in uno dei contesti ambientali più caldi della C salvo poi rimettere in discussione clamorosamente una qualificazione che sembrava oramai in tasca. Senza voler sminuire affatto i meriti di una Casertana che, pur avendo giocato due gare in pochi giorni, è apparsa tonica fisicamente, ma è evidente che i granata si siano complicati la vita proprio quando l’ambiente pregustava un match di ritorno da godersi in totale relax e in uno stadio gremito. Invece il repentino passaggio da 0-3 a 2-3, con rischio di prenderne un altro nel recupero, ha lasciato in eredità un sapore agrodolce. Da un lato la gioia per aver vinto per l’undicesima volta in stagione in campo esterno aumentando le speranze di approdo ai quarti di finale: per la Casertana sarà comunque dura vincere nella bolgia dell’Arechi con due gol di scarto contro una Salernitana che ha ritrovato la classe dei suoi attaccanti. Dall’altro un pizzico di tensione per quei 20 minuti finali che confermano quanto la squadra non abbia la maturità per gestire situazioni di vantaggio.
Anche Cosmi ci ha messo del suo. La Salernitana è performante e – a tratti – bella da vedere quando prova a fare la partita. Viceversa, se si abbassa e si limita a difendere, ecco che soffre tremendamente contro tutti e ogni cross dalle fasce diventa un potenziale pericolo per Donnarumma. Proprio per questo non si spiega la scelta di togliere Ferraris – un trequartista – e inserire Carriero rinunciando totalmente ad attaccare proprio quando i falchetti lasciavano spazi da sfruttare per calare il poker. Lecito chiedersi anche come mai nelle ultime settimane sia uscito dai radar un centrocampista di interdizione come Gyabuaa che ha fatto la differenza quando chiamato in causa salvo poi passare da titolare inamovibile a riserva di lusso. L’alibi della condizione fisica non regge, visto che ieri Cosmi ha gettato nella mischia anche quell’Inglese che, da dicembre in poi, aveva collezionato appena 11 minuti a causa di un infortunio. Insomma, luci e ombre che danno speranza a un avversario che, all’Arechi, potrebbe schierare dall’inizio Kallon e Proia che hanno cambiato volto alla gara impattando in modo determinante. E la Salernitana? Qualche novità di formazione potrebbe esserci, con Matino di nuovo titolare in luogo di Berra e Achik e Antonucci che reclamano spazio.
Quel che non mancherà sarà la spinta del popolo granata. In queste settimane si respira un clima d’entusiasmo che sta diventando trainante. In provincia maxi schermi in piazza e centinaia di persone radunate per tifare Salernitana a distanza. Giovedì scorso, in occasione dell’allenamento a porte aperte, oltre 2200 spettatori in un giorno feriale e in orario lavorativo. Per il super match di mercoledì sera, invece, già staccati 11mila biglietti, con curva Sud sold out e tante persone che arriveranno da ogni parte d’Italia pur di alimentare quel sogno che inizia con la seconda lettera dell’alfabeto. “Accantoniamo ogni contestazione nei confronti della proprietà, fino a quando ci sarà anche solo l’1% di possibilità di vincere i playoff abbiamo il dovere di fare la differenza e di pensare solo alla battaglia sportiva. Calciatori, nelle difficoltà guardate la curva: la forza per vincere ve la daremo noi” l’appello degli ultras alla squadra, con Cosmi travolto da un entusiasmo contagioso e desideroso di aggiungere un’ulteriore soddisfazione al suo palmares. Ci sarà anche Iervolino sugli spalti? Il patron, dopo aver provato a cedere il club a marzo, ha incassato l’appoggio della piazza e ha preso atto del passo indietro generale dopo le contestazioni dei mesi scorsi. Civili, ma dure e decise. Al momento la sensazione è che penserebbe di restare al timone soltanto in caso di promozione, ma sia l’amministratore delegato Umberto Pagano (massimo esponente della società sempre al fianco della squadra) sia la curva stanno provando a ricucire lo strappo per costruire un progetto vincente.
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