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75° Quando l’unico obiettivo era la salvezza in C

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Redazione Tuttocesenaweb.it
Fonte: Daniele Zandoli per Il Resto del Carlino
martedì 21 aprile 2015, 16:10La storia siamo noi
autore Redazione Tuttocesenaweb.it
21.04.2015 16:10La storia siamo noi
Marco Rossi/TuttoCesena.it
Marco Rossi/TuttoCesena.it

In occasione del 75° anniversario della fondazione del Cesena Calcio, Il Resto del Carlino ha intervistato la bandiera bianconera Giampiero Ceccarelli che ricorda: «Per anni il Cesena aveva come unico obiettivo la salvezza in serie C, nel 1967 centrammo la promozione in B con Meucci. Nello spogliatoio c'era una lavagna, sopra al mio posto, in cui gli allenatori abbozzavano le tattiche, il conte ci scrisse “Siamo già in serie A”. Lo presero in giro un po' tutti, eravamo appena saliti in B. Lui fece conoscere il Cesena negli ambienti che contano, diventammo simpatici, cinque anni dopo andammo in A e mi venne in mente la previsione. Fu Gigi Radice – prosegue l’ex capitano bianconero - a imprimere la svolta definitiva, il più incisivo, gli altri che lo hanno seguito hanno continuato il lavoro impostato da lui. Da Cesena partirono per grandi carriere i vari Marchioro che ci portò in Europa, Bersellini, Bigon, Lippi, Bagnoli, Bolchi, Tardelli. Ma anche grandi giocatori come quelle Seba Rossi, Bianchi, Fontana, Rizzitelli, Agostini, Hubner».

Fra tante storie di successo c’è stata anche qualcosa che non è andato per il meglio: «Giambattista Festa è stato il miglior mediano della nostra storia, innamorato di Cesena, sapeva da dove veniva il pane dopo una vita da muratore. Eppure se ne andò senza i giusti riconoscimenti e andò a giocare quattro anni straordinari all'Atalanta. Con lui qualcuno sbagliò giudizio».

Fonte: Daniele Zandoli per Il Resto del Carlino

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