Gomis: "Non mi era mai capitato di sentirmi parte del progetto, anche se in prestito"
Presente domenica pomerggio sugli spalti dello Stadio Olimpico di Torino, il portiere del Cesena Alfred Gomis ha fatto un'imporvvisata agli ex compagni di squadra ed è stato anche intervistato in esclusiva dalla testata granata Toro.it. "Avevo due giorni liberi e ne ho subito approfittato - ha spiegato il portiere in prestito al Cesena - ero già nei paraggi e volevo salutare la dirigenza, il mister e alcuni ex compagni con i quali ho un buon rapporto. Non era nulla di organizzato, premeditato. E poi sono venuto perché mi ci ha portato mio papà: quando può lui viene sempre a vedere il Toro e me l'ha proposto. Ho subito accettato".
Dopo aver commentato il momento del Torino, Gomis ha anche parlato del suo avvio di stagione superlativo in Romagna. "Senza dubbio sto benissimo perché c'è un gruppo eccezionale. In Serie B o sei il Palermo di due anni fa, o il Cagliari di adesso (ma spero che prima o poi abbia una flessione!) dove la qualità è davvero superiore, o hai bisogno di un gruppo davvero molto solido. Noi lo siamo, e lo dico senza alcuna esaltazione: usciamo spesso insieme, e in gran numero. Ed è forse il primo anno in cui, da giocatore in prestito, mi sento davvero parte del progetto. Merito di Drago, senza dubbio, che già a Crotone mi fece sentire così: ma lì era più facile, eravamo quasi tutti a titolo temporaneo. Qui invece c'è molta varietà, ma ci sentiamo tutti protesi verso il nostro obiettivo. Ed è davvero molto bello".
Gomis ha poi parlato dei propri sogni futuri. "Ritornare al Torino? Io sono a disposizione, dovrà decidere il direttore sportivo, l'allenatore e chi per loro. Per adesso sono qui a Cesena, e stiamo facendo un buon campionato. Anzi, avremmo potuto fare anche di più: vediamo dove arriveremo alla fine. Poi, per la prossima stagione, ci penseremo più avanti".
Il portiere bianconero ha poi chiuso parlando dei fratelli Lys e Maurice, anche loro portieri cresciuti nel settore giovanile granata. "Tutti insieme al Torino? Per ora è utopia, ma se mai dovesse succedere sarebbe davvero uno spettacolo. Penso per esempio a qualche stagione fa, quando Lys era secondo e io il terzo: era bellissimo giocare fianco a fianco. È chiaro, la rivalità non manca mai, perché tutti vogliamo giocare, ma cambia il modo di vivere nello spogliatoio. Alla fine, se scende in campo mio fratello, è come se fossi un po' anche io. E la gioia per l'intervento giusto o per la doppia parata sarebbe doppia. Ripeto, ora è un'utopia. In futuro, chissà..."


