IL RESTO DEL CARLINO - Corri Cesena, ora c'è un uomo in più
Si erano persi e si sono ritrovati insieme nel giorno più importante. Il Cesena sbancando Bologna ha ritrovato, infatti, due cose: la vittoria e Marco Parolo, ovvero colui che l’ha permessa. Non che quest’ultimo se ne fosse andato, solo che da quest’estate non sembrava più lui. Il motivo era però chiaro da tempo: uno di quelli che ha pagato il prezzo più alto all’improbabile progetto di Giampaolo è stato proprio l’ex Verona.
Arrigoni invece ha restituito al centrocampista il suo ruolo e la licenza di uccidere con quella che è la sua arma in più: gli inserimenti. Così non è un caso che a Bologna abbia confezionato almeno tre palle gol (due nitidissime, una andata a segno): nel primo tempo al 30’ con quel tiro che ha dato l’illusione del gol, alto di pochissimo, e al 43’ con un destro ‘sporco’ a fil di palo; nel secondo tempo con quella rete da stropicciarsi gli occhi all’84’.
Una liberazione. Lui stesso del resto era stato chiaro nei giorni precedenti il derby: «Sarà l’ultima spiaggia», aveva tuonato. A certi affondi verbali magari non era abituato.
In realtà in questi due anni e mezzo in bianconero è cresciuto e sta diventando un leader, tanto che quella fascia di capitano (domenica Colucci non era ancora disponibile) è la certificazione esplicita di una maturazione che è quasi completa.
Quella corsa dopo il gol comunque non è nuova, anzi è un film già visto, quasi un marchio di fabbrica. Infatti le reti da fuori area e quel tiro implacabile stanno facendo la fortuna del centrocampista: come a Genova contro la Samp lo scorso 6 marzo, come a Piacenza quel 30 maggio 2010 dove il Cavalluccio conquistò la serie A. Perché lui può cambiare la categoria, ma non il rendimento: 5 gol nel campionato scorso (in A), 5 in quello precedente (in B).
Così il bello del derby vinto dai bianconeri è stato anche l’aver rivisto il Parolo della promozione e della salvezza, quello che quando la classifica rischia l’apnea s’inventa il tiro della domenica e ti fa riemergere. Fu così un anno fa di questi tempi, il 10 novembre, quando il successo latitava da quasi due mesi e si affacciavano foschi presagi: all’85’ con un bolide imprendibile mise ko addirittura la Lazio. Già, la Lazio. Quella che radiomercato pronostica, comunque vada, come il suo destino già da gennaio. E magari se lo meriterebbe pure. Così la fortuna di averlo adesso si trasforma nella paura di perderlo. Per Arrigoni, probabilmente. Ma soprattutto per i tifosi. Che gli vogliono bene perché sanno che di lui si possono fidare. Quando è in campo, ma non solo.
Nessuno ha dimenticato che l’agosto scorso, quando Campedelli gli ha chiesto di prolungare il contratto per assicurarsi maggiori introiti cedendolo un domani, Parolo non ha posto obiezioni. Conscio di aver dato tanto al Cesena, ma anche di aver ricevuto in abbondanza. Forse quel domani sta per bussare alle porte. Per ora meglio accontentarsi del presente, del fatto che lui intanto ha rimesso in moto il Cesena. Quando il futuro arriverà lo si affronterà. Intanto, bentornato Marco: se mancherai nel prossimo derby, sarà stato comunque bellissimo


