Cesena, Succi: "Un solo straniero e quasi tutti romagnoli nel vivaio. Questa la nostra identità"
Nel corso dell’evento organizzato dalla Lega Serie B presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano dal titolo “L’importanza del capitale umano nel calcio: il ruolo del vivaio come leva di sviluppo e sostenibilità”, è intervenuto anche il responsabile del settore giovanile del Cesena Davide Succi che ha parlato del lavoro svolto dai romagnoli a livello giovanile: “Le parole che ho appena sentito (quelle del collega Bargagna dell'Empoli NdR) sono molto vicine a quello che è il nostro settore giovanile, perché anche noi partiamo dall’attività di base, che per noi è fondamentale. Per motivi logistici vicino non abbiamo grandi club e abbiamo un territorio vasto dove i ragazzi vengono a Cesena sperando davvero di poter giocare un giorno in prima squadra. Questo è un fattore molto importante. - prosegue Succi - Partiamo da ragazzi che hanno già una loro identità e il nostro compito è lavorare bene per coltivare i loro sogni e le loro ambizioni. Bisogna prima di tutto capire dove sei, con chi lavori e quali sono le tue possibilità. Con i regolamenti di oggi non abbiamo la possibilità di inserire tanti calciatori internazionali o giocatori di prima fascia, quindi è fondamentale avere una base solida. Poi eventualmente si fanno inserimenti mirati per migliorare le rose”.
“La nostra Primavera quest’anno sta facendo molto bene in Primavera 1 e siamo molto orgogliosi del percorso fatto. È il secondo anno consecutivo nella categoria e bisogna ringraziare anche Roberto Ceccarelli, il mio predecessore, che aveva conquistato la promozione vincendo il campionato Primavera 2. Di questa squadra ben 16 ragazzi sono partiti con noi dall’attività di base. Uno di loro ha anche esordito in prima squadra. In totale hanno giocato 32 ragazzi in Primavera e di questi 23 sono romagnoli - prosegue ancora Succi - Nelle categorie inferiori questi numeri aumentano ancora di più, perché abbiamo squadre quasi totalmente composte da ragazzi romagnoli. Nel convitto abbiamo 18 ragazzi che arrivano da fuori regione e un solo giocatore straniero in tutto il settore giovanile”.
Spazio poi al rapporto con la prima squadra: La prima squadra ci dà grande forza e credibilità nel progetto tecnico. Due anni fa il Cesena ha vinto il campionato di Serie C con quattro-cinque titolari cresciuti nel nostro vivaio, come Berti, i fratelli Shpendi e Francesconi. - conclude Succi - Noi mettiamo i ragazzi al centro del progetto e crediamo molto nel metterli in difficoltà. Quest’anno abbiamo avuto 13 giocatori sotto età e il prossimo anno saranno ancora di più. Un ragazzo fuori età si trova davanti a problematiche che deve imparare a risolvere, perché l’obiettivo finale è portarlo in prima squadra”.
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