Scocca l'ora della Spagna: dubbi e perplessità della nuova Roja
Dubbi in casa Spagna. I campioni d’Europa in carica approdano alla manifestazione continentale non più da superfavoriti e con tanti interrogativi. Non c’è più quell’aura di invincibilità che accompagnava le Furie Rosse quattro anni fa. Colpa di un evidente calo maturato nelle ultime tre annate, concluse con il secondo posto in Confederations Cup ed il flop Mondiale. Sono segnali inequivocabili di un ciclo che va esaurendosi. E del resto, la Roja sta cambiando pelle. Non più quel mix tra possesso palla orizzontale e verticalizzazione, figlio di un compromesso tra filosofia spagnola e blaugrana. Si va verso una nuova direzione, meno legata al tipo di gioco catalano, anche per le caratteristiche degli interpreti. Stop con gli eroi del Tiki Taka e largo ai giovani, alla generazione che ha già dimostrato di poter rimpiazzare i senatori, vincendo tutto nelle categorie minori. Il vero problema sarà far convivere questi ragazzi terribili con la vecchia guardia.
Un esempio del caos e dei dubbi su questo “scontro generazionale” che attanagliano la Spagna? Il portiere. La scelta del commissario tecnico Vicente De Bosque è favorevole al nuovo numero 1, David De Gea, a scapito di Iker Casillas. Il “pensionamento” del capitano storico delle Furie Rosse sarebbe clamoroso, ma non è più un’ipotesi remota. Tuttavia, ci sono anche diverse problematiche attorno all’estremo difensore del Manchester United: sarà in grado di reggere la pressione? Sarà all’altezza del ruolo che si troverà ad occupare in squadra? E, soprattutto, come reagirà di fronte allo scandalo a luci rosse che lo sta coinvolgendo insieme a Iker Muniain? Non sono quesiti semplici. E quel che è peggio per la Spagna è l’arrivo ad Euro 2016 senza averli risolti almeno parzialmente. Si prospetta una campagna europea molto delicata per i campioni in carica, che dovranno cercare di capire la strada da intraprendere in ottica Russia 2018. Al mondiale non saranno ammessi altri passi falsi.


