Inter, ora con i piedi per terra. Bastoni indica la via: "Siamo obbligati a far risultato"
autore
Marta Bonfiglio
Marta Bonfiglio
Oggi alle 07:00Serie A
autore Marta Bonfiglio
21.10.2026 07:00Serie A
Questa sera l'Inter scende in campo per sfidare lo Shakhtar Donetsk. Dopo due ko contro Real Madrid e Club Brugge i nerazzurri vogliono la prima vittoria.
www.imagephotoagency.it
Ci sono notti che restano nella memoria e rischiano, col tempo, di diventare un rifugio. L’Inter conosce bene quelle notti. Le corse verso una finale di Champions League, la sensazione di essere arrivata tra le grandi d’Europa, la convinzione di poter guardare chiunque negli occhi. Ma il calcio non concede rendite di posizione e non riconosce medaglie da esibire prima di scendere in campo. Alessandro Bastoni lo sa e, alla vigilia della sfida contro lo Shakhtar Donetsk, prova a riportare tutti dentro il presente. «Le finali e quel percorso per arrivarci sono il passato». Poche parole per tracciare una linea netta tra ciò che l’Inter è stata, due finali in tre anni, e quello che deve ancora dimostrare di essere. Perché le sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge hanno lasciato una macchia nella classifica europea, ma soprattutto hanno acceso una domanda: quanto è rimasto della squadra capace di spingersi fino all’ultimo atto della competizione? «Siamo obbligati a far risultato», ammette Bastoni, senza cercare riparo dietro il prestigio del percorso compiuto. Contro lo Shakhtar non basteranno il blasone, i ricordi o le aspettative di un ambiente abituato a sognare in grande. Tornare con i piedi per terra, in fondo, non significa rinunciare alle ambizioni, ma significa ricominciare a meritarsi il diritto di coltivarle.


