Come può la Juventus pensare di andare avanti con Allegri? Gioco inesistente, risultati disastrosi, giocatori svalutati. E' stato timoniere nel mezzo della tempesta ma non può bastare per riaprire un ciclo
Fuori dalla Champions League. A distanza siderale dal Napoli capolista. Fuori dalla Coppa Italia. Per quanto i processi, le inchieste, i terremoti extracampo, potranno essere dei salvagente per Massimiliano Allegri e per la sua Juventus? Per dei giocatori che non riescono a rendere, per un allenatore che non sta riuscendo a farli giocare? Per potenziale, per costi e per valori, la Vecchia Signora avrebbe dovuto essere ancora una volta capace di guidare il campionato. Metti gli scossoni, la poca tranquillità, la serenità perduta, l'incertezza e ogni motivazione possibile. Però nulla può giustificare l'ennesima prestazione inguardabile come quella offerta a San Siro contro l'Inter.
I meriti di Allegri. Ma possono bastare?
Così l'interrogativo da parte dei tifosi della Juventus, ma anche degli osservatori esterni, resta valido: può permettersi una delle società più pesanti del calcio europeo questo magro spettacolo, questi miseri risultati, sull'altare di un contratto lungo e duraturo per Massimiliano Allegri che pare più una gabbia dorata che un forziere per blindare l'allenatore, le sue idee, il suo progetto tattico. Nel mare agitato, nella tempesta, il tecnico livornese è stato riferimento e timoniere. In pochi sarebbero riusciti a gestire il gruppo, a tenerlo unito, a essere trait d'union tra una dirigenza dimissionaria e un governo tecnico come è riuscito a far lui. A gestire altrettanto questa delicatissima situazione extra campo in questo modo, davanti a microfoni e telecamere. Finito il compito da traghettatore nel mezzo dell'oceano e dell'incertezza, però, cosa resta? Può bastare, per restare?
Il flop del mercato voluto da Allegri
Il mercato estivo è stato dettato giocatore per giocatore da Allegri. Prima ancora il centravanti desiderato, Dusan Vlahovic. Il regista che è più volante e frangiflutti, dunque Leandro Paredes. Via Matthijs de Ligt, per lui ancora giovane, ipse dixit, e dentro Gleison Bremer, come da lui richiesto. E poi ancora, dentro Paul Pogba, senza riuscire a frenarne gli errori e gli sbagli extracampo, compresa la scelerata gestione da parte del francese della questione infortunio ed operazione. Ha ingabbiato Federico Chiesa fino a fare il fludificante di sinistra, in un continuo girovagare di ruoli che non ha certo contribuito a dare garanzie a un giocatore troppo fragile fisicamente e ora pure tatticamente. Non è riuscito a valorizzare Dusan Vlahovic, e pure il serbo non è riuscito ad adattarsi al gioco (?) del tecnico livornese in un pessimo concorso di colpe. Paredes sprofondato, Kostic che ha dimezzato il volume degli assist per i compagni, le giocate di Di Maria come una preghiera a cui aggrapparsi, Kean chi l'ha visto, i giovani più per necessità che per virtù.
Tutto sbagliato, tutto da rifare
Allegri ha un contratto fino al 2025 con la Juventus ma questo può bastare per pensare di non voler cambiare? La Juventus gioca male, la Juventus non conquista risultati, la Juventus è fuori dalla Champions, dalla Coppa Italia, è aggrappata all'Europa League e pure in campionato (sì, al netto di tutto l'extracampo) è a distanza siderale dalla prima posizione. Il calcio moderno sembra aver preso una direzione diversa da corto muso, da difensivismo e da 'vincere unica cosa che conta', soprattutto se poi non ci riesci. Lo insegnano Guardiola, Sarri, Spalletti, Arteta, Xavi, Terzic, De Zerbi. Il gioco come primo veicolo per arrivare ai risultati e per vendere anche un prodotto bello, godibile, fruibile. Questa Juventus è una noia e a San Siro pure un disastro a livello di gioco e risultati. Come può pensare di andare avanti così?






