Echeverri, Endrick, Kendry Paez, Diarra: i migliori talenti al mondo non vengono più in Italia. Quale futuro attende 'gli altri', da Estevao a Vermeeren? C'è una strada per puntare ancora sul futuro
Le formazioni più blasonate del nostro campionato hanno osservato Endrick come una stella cometa. Come qualcosa di meraviglioso, lucente, luminoso ma irraggiungibile. Per 72 milioni di euro bonus compresi, 35 di parte fissa e il resto di bonus, molti di questi facilmente raggiungibili, il miglior wonderboy del calcio brasiliano dai tempi di Neymar (come e più di Vinicius jr) è andato dal Palmeiras al Real Madrid. Claudio Echeverri ha deciso che non rinnoverà il contratto con il River Plate. Un talento così, in Argentina, non si vedeva dai tempi dei Grandi, e dire che la terra albiceleste ne ha visti di baciati in fronte, in bocca e sullo scarpino dalla Dea Eupalla. Dominante, abbagliante, sarà con tutta probabilità un faro del progetto futuro del Manchester City. Dal Sudamerica è arrivata un'altra stella, Kendry Paez da Guayaquil, Ecuador. Il più giovane sudamericano a esordire in Nazionale dopo Diego Maradona, il più giovane a far così tante cose che il Chelsea lo ha già accolto sugli spalti come la futura navata centrale della Cattedrale dei Blues. Il Mondiale Under 17 è stato illuminato da un ragazzo del Mali, un centrocampista che gioca ancora in patria come Ibrahim Diarra. Ancora per poco. Sarà del Barcellona, a suon di milioni.
Da Guler a Lamal. Cosa ci manca?
Il miglior prodotto del calcio turco degli ultimi vent'anni? Arda Guler, al Real Madrid per 20 milioni di euro più 10 di bonus. Il migliore del calcio belga? Julien Duranville, che il Borussia Dortmund ha portato a casa dall'Anderlecht. In Serie A non gioca il miglior francese, Warren Zaire-Emery, al PSG, non gioca il miglior spagnolo, Lamine Yamal al Barcellona, e tra Jude Bellingham, Florian Wirtz, Evan Ferguson, Joao Neves e via discorrendo, e sfogliando l'atlante del talento e delle potenzialità... Nessuno di questi gioca in Serie A. Ma per quale motivo? Eppure le formazioni italiane arrivano in fondo alle Coppe, eppure i comparti scouting spesso sono ben strutturati ed efficienti. Cosa manca allora al nostro campionato per arrivare prima delle altre su questi giocatori di altissima fascia? Oppure dobbiamo rassegnarci a non averli più?
La differenza tra Garnacho e Soulé
Pensare di poter arrivare a Estevao, il classe 2007 del Palmeiras che ha clausole shock ed è considerato alla stregua di Endrick il futuro del Brasile per il prossimo ventennio, è impossibile. Le casse dei nostri club non lo permettono. E insieme a questo, manca pure il coraggio di investire e di lanciare questi ragazzi. Il Bayern Monaco lo ha fatto con Mathys Tel, ora diciottenne, preso dal Rennes e spesso titolare con i grandi in Baviera. Senza pensare alla carta d'identità, come ha fatto il Manchester United col diciannovenne Alejandro Garnacho, diventato titolarissimo dei Red Devils mentre Matias Soulè in Italia va al Frosinone in prestito e rischia pure d'essere ceduto e sacrificato per arrivare a un centrocampista d'esperienza.
C'è una soluzione
La soluzione c'è sempre ed è scendere a patti con la realtà. Arrivare al miglior brasiliano, al miglior argentino, al miglior talento di uno dei grandi campionati è diventato impossibile, a meno che una grande del nostro campionato non decida di scommettere in toto sulle proprie idee e di pagare un diciottenne alla stregua di un top player. Ma fino a che punto è possibile rischiare e investire sul futuro? La strada c'è. Ovvero andare a investire su mercati diversi, alternativi. Vale per le squadre di grande fascia ma anche per quelle di medio e piccolo livello. Qualche esempio: in Danimarca sta segnando e regalando meraviglie lo svedese, nato in Kuwait con passaporto siriano, Roony Bargdhji. In Olanda, all'Ajax, il futuro del calcio Orange e della sua difesa sarà sulle spalle di Jorrel Hato. Al Genk brilla la stella di Bilal El Khanouss. Perché su Mohamed Ali-Cho dell'Angers, ha scommesso soldi e milioni la Real Sociedad e non una grande del nostro campionato? Perché non lo fa allora su Deside Doué del Rennes, o magari su Arthur Vermeeren, considerato il play del futuro del Belgio? Perché è sempre meglio l'usato (in)sicuro piuttosto che un futuro possibile e probabile? Perché Oscar Gkloukh che fa meraviglie in Israele va al Salisburgo, perché dal Brasile e dall'Argentina non arrivano anche i giocatori 'sotto' alla fascia degli Endrick e degli Estevao? La risposta è sempre la stessa. Coraggio. Forza delle idee. Programmazione. Intanto Paez, Etcheverry, Diarra, se li godranno altrove.






