Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Infantino è rimasto solo… andrà a lavorare dall’amico Trump?

Infantino è rimasto solo… andrà a lavorare dall’amico Trump? TUTTOmercatoWEB
Fabrizio Ponciroli
autore
Fabrizio Ponciroli
Oggi alle 06:00L'Angolo di Calcio2000

Solo qualche settimana fa, Gianni Infantino, sorridente, gongolava per aver realizzato “… il miglior Mondiale di sempre”. Insieme all’amico Donald Trump, gonfiava il petto, sicuro di avere in mano l’intero sistema calcio: presente e futuro. Chi avrebbe mai immaginato che, nel giro di pochissimo tempo, il grande Gianni Infantino si sarebbe ritrovato solo e abbandonato…
Un vecchio detto, sempre attualissimo, recita quanto segue: “Chi troppo vuole, nulla stringe”. Ecco, il numero uno della FIFA ha, obiettivamente, esagerato. La proposta di privatizzare una parte del Mondiale è stata un’ingenuità totale, soprattutto alla luce di quanto accaduto riguardo alla Superlega portata avanti da un certo Andrea Agnelli. Il tanto famigerato piano FFE (Fifa Forward Enterprise) ha esposito Gianni Infantino alla gogna mediatica. Sia chiaro, era da un po’ che il suo indice di gradimento stava precipitando agli occhi dei vari sostenitori disseminati nel mondo. Dal “caso Balogun” al “Hydration Break”, fino all’intervallo in stile Super Bowl durante la finale della Coppa del Mondo. Insomma, Gianni Infantino si è fatto prendere la mano, convinto che nessuno avesse alzato un dito contro di lui, anche in virtù della sua amicizia con Donald Trump.


Ha decisamente sottovalutato Aleksander Ceferin, uno che, diciamo la verità, non aspettava altro che l’occasione per mettersi di traverso e provare a togliere di mezzo Gianni Infantino. Cavalcando i “tradizionali valori del calcio”, al grido “il calcio è del popolo” (già sentita, vero?), il numero dell’UEFA ha smontato, pezzo per pezzo, il progetto FFE e, non contento, ha iniziato a fare telefonate a tutti gli affiliati evidenziando come una riconferma di Gianni Infantino al comando della FIFA non sia più plausibile. Risultato? Diciamo che una rielezione di Gianni Infantino è improbabile, così come non sorprenderebbero le sue dimissioni. Beh, in realtà ci sarebbe sempre l’amico Donald Trump. Più volte, il presidente degli Stati Uniti, ha ribadito come Gianni Infantino fosse un grande. Magari lo prenderà nella sua squadra…
Cosa comporterebbe l’addio di Gianni Infantino? Sicuramente la FIFA perderebbe un grande uomo di marketing, uno che, davvero, conosce il business ma, allo stesso tempo, potrebbe essere l’occasione per dare in mano l’ambito giocattolo ad un uomo che conosce benissimo il pallone. Uno come Arséne Wenger. L’ex tecnico è già responsabile dello sviluppo mondiale del calcio per la FIFA, quindi è dell’ambiente. Sapete chi l’ha tirato dentro? Gianni Infantino…
No, non siamo su scherzi a parte, siamo solo nel dorato mondo del calcio dove tutto è permesso, fino a quando non si esagera e, soprattutto, si va contro all’unica legge, ovvero che il calcio è del popolo o, meglio, di chi gli fa comodo che lo sia.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile