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YamatoCannon saluta i Fnatic: la fine di un viaggio
venerdì 2 dicembre 2022, 14:38Editoriale
di Francesco Lombardo
per Esportsweb.it

YamatoCannon saluta i Fnatic: la fine di un viaggio

Il coach svedese e il team dei Fnatic hanno ufficializzato la separazione: come sono andati questi due anni di YamatoCannon ai Fnatic?

Era nell’aria già da tempo ma l’ufficializzazione della separazione tra Jakob Mebdi, coach dei Fnatic, e l’organizzazione britannica, tra le più vincenti e blasonate nella storia dell’esports, ha ugualmente colpito gli appassionati di League of Legends e i tifosi del team che negli ultimi due anni hanno riposto in lui grandi speranze. YamatoCannon, questo il suo nickname nell’esports ispirato al franchise di Starcraft, è stato a lungo un giocatore competitivo. Classe ‘95, ha mosso i suoi primi passi nella scena competitiva tra World of Warcraft, Warcraft III e Starcraft II prima di arrivare a fine 2011 su League of Legends, giocando in tre ruoli diversi (top, mid e bot).

Da giocatore a coach

La carriera come giocatore dura tuttavia appena due anni, il tempo di fare una capatina nella vecchia EULCS nello Spring 2013, la prima edizione in assoluto del campionato europeo, con la maglia dei DragonBorns di Shushei, campione del mondo con i Fnatic nel 2011. Il ritorno nella scena che conta di League of Legends arriva nell’estate del 2015, questa volta però come coach del Team Roccat. Da qui una lunga carriera che lo ha portato a guidare il team degli Splyce e dei Vitality, dove incontra il nostro Italian Stallion Daniele “Jiizuké” Di Mauro, qualificandosi due volte al mondiale: nel 2016 con gli Splyce e nel 2018 con i Vitality. Famosa, durante l’esperienza mondiale con il team francese, l’intervista appassionata e toccante in cui, dopo una cocente e forse immeritata eliminazione, incentivava le squadre europee a non inseguire cinesi e coreani ma a giocare al proprio stile. Diventa anche il primo head coach straniero che abbia mai allenato un team nel campionato LCK coreano: nell’estate del 2020 guida i Sandbox, conquistando un settimo posto in regular season.

I Fnatic prima di Yamato

Poi nello Spring 2021 l’approdo ai Fnatic, con cui rimane per due anni e quattro split totali. Yamato era stato chiamato in un momento difficile per risollevare un ambiente poco sereno, che arrivava da scarsi risultati competitivi. Nel 2018 i Fnatic avevano vinto entrambi gli split di quella che ancora si chiamava EULCS ma soprattutto avevano raggiunto la finale dei Worlds. I due anni successivi tuttavia erano stati un disastro, più a livello di spaccature interne che di risultati. Nel 2019 erano arrivati un terzo posto e un secondo posto, con la finale persa per 3-2 contro gli eterni rivali dei G2 Esports, mentre ai Mondiali erano stati eliminati dai Funplus Phoenix, che avrebbero poi vinto il torneo, ai quarti di finale; nel 2020 altre due finali, ancora contro i G2 Esports, ancora sconfitti. Qualcosa inizia a rompersi nel fragile ecosistema interno e la sconfitta per 3-2 in rimonta contro i cinesi Top Esports ai quarti del mondiale dopo essere stati avanti 2-0 è la goccia che fa traboccare il vaso.

L’arrivo di Yamato

Via Nemesis, accusato da molti di non essere all’altezza, ma a colpire è che va via soprattutto Rekkles, l’icona del team (la cui ufficializzazione per il ritorno ai Fnatic oggi è solo questione di ore). Yamato è chiamato al suo primo split a ricostruire fiducia e serenità all’interno di un ambiente che non solo le ha perse ma che si trova spaccato: perché l’umore tra i giocatori che si accusavano a vicenda era pessimo. Arrivano Upset e Nisqy, due giocatori che sembrano ridare sicurezza e tranquillità al team, anche se lo Spring 2021 si chiude con un mero quinto posto, uno dei peggiori di sempre per l’organizzazione. Si decide allora di cambiare anche Selfmade, il jungler, additato dagli altri, in particolare Bwipo, come il principale responsabile della debacle primaverile. 

La prima rivoluzione

Yamato è sempre stato un grande motivatore, una persona che ha messo sempre la faccia in ciò che fa, proteggendo i propri giocatori e concentrando le attenzioni solo su di sé. Si fa così carico di una grande responsabilità: al posto di Selfmade decide di fidarsi ciecamente di Bwipo, accettando la sua proposta di spostarsi dalla corsia superiore alla giungla, mentre in toplane scommettono su Adam, enfant prodige francese dei Karmine Corp che viene acquistato per una cifra intorno ai 500.000 € secondo diverse fonti. I risultati pagano perché nonostante un altro quinto posto in regular, i Fnatic partendo dal loser bracket dei playoff risalgono l’intero tabellone, arrivando in finale. Questa volta non ci sono i G2 Esports ma i Mad Lions: l’esito, però, è identico e i leoni spagnoli vincono 3-1.

Uno contro l’altro

Ai mondiali però l’ambiente subisce un altro contraccolpo. Upset, su richiesta della moglie unita da poco in matrimonio, è costretto a tornare a casa, lasciando la squadra senza uno dei suoi migliori giocatori, forse il migliore in assoluto. Viene sostituito da Bean, titolare dell’Academy, che fa quel che può e in modo onorevole ma la squadra non gira: finisce ultima nel girone con appena una vittoria ma il problema è un altro. Bwipo e Adam accusano pubblicamente Upset di quanto successo e di aver ingigantito il problema della moglie, andato via senza dare alcuna spiegazione, di non essere stato rispettoso con la squadra, mentre l’organizzazione dei Fnatic e Yamato proteggono a ogni costo Upset, assolvendolo da qualsiasi responsabilità e comunicando che ogni decisione è stata presa in comune accordo con il team. Risultato: ancora veleni, ancora accuse tra giocatori.

La seconda rivoluzione

Ancora una volta tocca a Yamato raccogliere i cocci di quanto successo e capire come andare avanti. Bwipo e Adam vengono esautorati, arrivano Razork, il giovane talento dei Misfits, per la giungla e il veterano Wunder, ex G2 e giocatore di Yamato agli Splyce alcuni anni prima. Ma soprattutto in mezzo arriva un pezzo da 90 come Humanoid, mentre Nisqy finisce fuori rosa. Questa è forse la prima volta che Yamato riesce a costruire il team che avrebbe sempre voluto: solido, con giocatori professionali, motivati e con grandissima esperienza alle spalle. Sulla carta è un team che deve lottare per il titolo europeo e per la Top 4 al mondiale. Tuttavia in Europa arrivano due terzi posti consecutivi ma la percezione generale è che, nonostante salgano sul podio, rimangono lontanissimi da G2 Esports e Rogue che conquistano rispettivamente il titolo nello Spring e nel Summer. Contro i primi perdono 3-0, secco, contro i secondi vincono appena un game, il primo, prima di essere travolti dalla valanga blu.

La disfatta

Ai Worlds 2022 non va molto meglio. I Play-In, nonostante l’iniziale inserimento di due sostituti dopo la positività al Covid di Upset e Hylissang (poi esordirà in realtà solo il support Rhuckz e solo per la prima giornata), scivolano via senza problemi. Ma il girone mostra tutti i loro limiti: avanti 2-1 dopo le partite d’andata, con la vittoria di prestigio contro i T1 e quella sfiorata contro gli EDG, i Fnatic cedono mentalmente perdendo tutti e tre i game del ritorno, anche contro i Cloud9. I giocatori, tra cui Upset che solitamente non si è mai lamentato, accusa il coaching staff di non aver seguito una dovuta preparazione per le partite con pochissimi match d’allenamento disputati e poca dimestichezza nel giocare tre game lo stesso giorno. 

I limiti di Yamato

Il non rinnovo di YamatoCannon, con il contratto in scadenza a novembre 2022, racconta probabilmente il suo più grande limite: essere un motivatore, un coach che sa trasformare i giovani talenti in grandi giocatori, che sa intervenire a livello mentale, ma di non riuscire a far evolvere un team quando si tratta di giocatori già affermati. Più volte sono state contestate le sue draft, le sue scelte tecniche e tattiche con i giocatori che hanno provato a seguirlo senza però essere del tutto d’accordo. E questo alla lunga ha influito sui risultati. Yamato è senza dubbio riuscito a ricostruire nei Fnatic un ambiente più sereno, un ambiente in cui poter pensare solo ed esclusivamente alle partite, ha ridato fiducia ma è mancata l’evoluzione tecnica necessaria per compiere un passo in più e tornare davvero protagonisti in Europa e a livello internazionale.

L’addio

Al suo posto, adesso, arriverà l’head coach che nell’ultimo anno ha guidato i Fnatic Team Queso, l’academy dei Fnatic che gioca nella Superliga spagnola: il portoghese Gonçalo "Crusher" Pinto Brandão. Così come sarà portoghese il nuovo support, Rhuckz, promosso anche lui dall’academy, che avrà il compito di far tornare ai vecchi fasti il botlaner Rekkles. Upset e Hylissang, quindi, non ci saranno più: due addii illustri che cancellano per sempre tutto ciò che era rimasto della finale mondiale disputata, e persa, contro gli Invictus Gaming nel 2018.