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tmw / fiorentina / L'opinione
A GENOVA SOFFIA IL VENTO DELL’EUROPA: CAGLIARI KO, SAMPDORIA SALVA. VIOLA ALL’ASSALTO, GIUSTO COSÌ. TORNA TORREIRA, PLAY DEL FUTURO. FIRENZE RIABBRACCIA I MITI DELL’82. IN PORTA SI AVVICINA VICARIO
lunedì 16 maggio 2022, 11:05L'opinione
di Mario Tenerani
per Firenzeviola.it

A GENOVA SOFFIA IL VENTO DELL’EUROPA: CAGLIARI KO, SAMPDORIA SALVA. VIOLA ALL’ASSALTO, GIUSTO COSÌ. TORNA...

Il Venezia è retrocesso sabato, il Genoa ieri, mentre il Cagliari perdendo con l’Inter ha speranze ridotte di salvarsi. Il duello adesso è solo con la Salernitana. In compenso l’avversario della Fiorentina con la sconfitta dei sardi si è salvato aritmeticamente. La Samp respira a pieni polmoni, ma questo non significa che per i viola sarà un ostacolo facile da superare. 

La Fiorentina, a prescindere da tutto, oggi alle 18,30 andrà all’assalto della Sampdoria perché in fin dei conti è nella sua natura. Senza calcoli, solo vincere. Pensiero fisso, chiodo che batte. Questa è stata la più bella vittoria di Italiano, inoculare questa mentalità nella mente dei viola, quasi fosse un vaccino per combattere il virus del decadentismo degli anni precedenti. La Fiorentina sa solo giocare per vincere. È un limite? Parliamone… 

Avanti a tutto gas, cercando 6 punti, cifra in grado di regalare orizzonti stupendi alla Fiorentina. L’Europa pesante. Ma intanto già la Conference andrebbe benone. In caso di vittoria stasera sarebbe matematica. 

Tornerà Torreira, un regista che è mancato, anche se Amrabat ci ha fatto tirare giù il cappello di fronte alle sue prestazioni di San Siro e contro il polemico Mourinho. 

Italiano è stato chiarissimo rispetto all’importanza di Torreira nello scacchiere viola: “Lucas è un giocatore con qualità esagerata e si è scoperto bomber. Non ci sono dubbi su quello che potrà dare per questa squadra in futuro e per quello che è il suo valore”. Dunque non scherziamo, riscatto e via andare. L’uruguagio per questa formazione è imprescindibile. Play del presente e del futuro viola

Lo farà anche a Marassi, con tutte le difficoltà del caso, sia chiaro: perché la Samp quando è in giornata può far ballare chiunque. È un’altra formazione che sa giocare a calcio, un bel calcio quando ne ha voglia. 

Il 16 maggio non è un giorno bello nella storia della Fiorentina, diciamo poco fortunato. Sempre che la dea bendata c’entri qualcosa con la vergogna dei torti arbitrali… 

Il primo 16 maggio fu nell’82: Fiorentina a Cagliari a giocarsi il tricolore. Le fu annullato un gol di Graziani per fallo di Bertoni, uno che per abito mentale non sapeva nemmeno farlo… Piuttosto ne subiva tanti, quello si. 

A Catanzaro ancora peggio. Negato un rigore ai calabresi che ancora ora oggi grida vendetta, anzi la griderà sempre. Gomitata di Brio, stopper ruvido dalle maniere forti (a distanza siderale dalla costruzione dal basso…) rifilata in pieno volto a Borghi, naturalmente in area bianconera. Borghi, centravanti di Castiglione della Pescaia - bellissima località toscana nella quale vive da sempre, gestisce un piccolo agriturismo - stramazzò a terra incredulo. Rischiò il setto nasale… Non c’era il Var, l’arbitro Pieri sorvolò… Mentre Mattei a Cagliari pescava, non si sa dove e come, il fallo di Bertoni… Decisioni esiziali per lo scudetto viola. 

La Juventus segnò a pochi minuti dal termine su penalty, trasformato da Brady, già certo dell’addio, decretato per un fallo di mano sulla linea di porta di Celestini. Su quel rigore poco da dire, mentre su tutto il resto no. Infatti sono passati 40 anni e la vergogna è la stessa, un ricordo bruttissimo tatuato sulla pelle dei tifosi viola. 

Il secondo 16 maggio fu nel ’90, ad Avellino, finale di ritorno di Coppa Uefa, ancora la Juventus come avversaria - i viola avevano il Comunale squalificato e furono mandati a giocare al Partenio, feudo bianconero -. Il 2 maggio, all’andata a Torino, Emilio Soriano Aladren, spagnolo di Saragozza ne fece di tutti i colori, arbitrando a senso unico, direzione bianconera, s’intende. Tensioni tra giocatori della Fiorentina e della Juventus, tra Pin e Casiraghi e tanti altri. C’era Baggio nella Fiorentina, forse già confuso suo malgrado dal trasferimento imminente alla Juventus. 

Due settimane dopo ci fu la sfida di Avellino, ma ormai i giochi erano fatti già a Torino con il 3-1. Un’altra ingiustizia fu mandare la Fiorentina a giocare in un territorio storicamente juventino. 

E siamo arrivati ad un altro 16 maggio, a Samp-Fiorentina, sperando che i viola di Italiano riescano a ribaltare anche questo scenario. 

Stasera al Puccini di Firenze, grazie ad una straordinaria idea di Lady Radio, nata da un input di Giacomo Guerrini e Alberto Polverosi, accompagnata dal Corriere dello Sport e sposata totalmente da Rtv38 (diretta dalle 21), si ritroverà la meravigliosa Fiorentina 81/82. Ci saranno praticamente quasi tutti, dai dirigenti e ai quadri della società, dal tecnico De Sisti al capitano Antognoni, passando per Daniel Bertoni atterrato sabato dall’Argentina. Un gruppo coeso nonostante siano passati 4 decenni, una squadra di ferro che fece 45 punti in 30 partite - perdendone solo due (a Cesena e Roma con i giallorossi) -, ma non furono sufficienti per vincere il terzo scudetto. Quella rosa, poche settimane dopo da quell’infausto 16 maggio, fornì 5 campioni del mondo a Bearzot (Antognoni, Galli, Graziani, Massaro e Vierchowod), a testimonianza di una forza tecnica cristallina. La miglior Fiorentina dopo quella dello scudetto ’69, non ci sono discussioni. 

Sarà una festa, “Grazie Campioni”, perché moralmente quello per Firenze sarà sempre il terzo scudetto. Il famoso teatro fiorentino è esaurito da giorni e questo è un altro forte segnale di senso di appartenenza. L’incasso sarà devoluto in beneficenza. 

Penultima formazione dell’anno per Italiano, come al solito ci affideremo al rompicapo per indovinarla. Torna Odriozola, ma forse non partirà titolare. Terracciano, poi Venuti, Milenkovic, Igor e Biraghi. In mezzo Torreira con Bonaventura e Duncan (Amrabat squalificato). In avanti Gonzalez, Cabral e forse l’ex blucerchiato Saponara. 

Tra una settimana si parlerà solo di mercato, ma i dirigenti viola lavorano già da tempo. L’ultima indiscrezione riguarda Guglielmo Vicario, in forza all’Empoli, ma di proprietà del Cagliari. Per lui ha fissato un riscatto a 10 milioni che il club di Corsi non eserciterà. I rumors raccontano che la Fiorentina sarebbe davvero vicina. Partirà Dragowski e poi capiremo quale sarà il destino di Terracciano. Ma è importante che la Fiorentina sia già attiva per la costruzione della squadra di domani.