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STENDARDO A FV, ROCCO COME PERCASSI: PRIMA GLI IMPIANTI. VIOLA, ATTENTA AI COLOMBIANITUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 09 aprile 2021 21:00L'esclusiva
di Alessandro Di Nardo
per Firenzeviola.it

STENDARDO A FV, ROCCO COME PERCASSI: PRIMA GLI IMPIANTI. VIOLA, ATTENTA AI COLOMBIANI

Nell’ottobre 2016 Fiorentina ed Atalanta si affrontavano al Franchi con i viola, alla seconda stagione con Paulo Sousa in panchina, che sembravano lanciati verso un ciclo importante con forti ambizioni europee, mentre i bergamaschi di un discusso Gasperini parevano destinati all’ennesima stagione di sofferenza in fondo alla classifica. La partita finì 0-0 e permise all’Atalanta di interrompere un filotto di 8 sconfitte consecutive a Firenze. A poche stagioni di distanza, i mondi viola e nerazzurro si sono ribaltati, con la Fiorentina che nel frattempo ha cambiato proprietà, 6 guide tecniche ed è saltata da un progetto all’altro, mentre l’Atalanta con Gasperini ha riscritto la storia del club, in Italia ed addirittura in Europa. Quel giorno di 5 anni fa in campo per gli orobici c’era Guglielmo Stendardo; con l’ex difensore dell’Atalanta, contattato in esclusiva da FirenzeViola.it, abbiamo provato a capire perché questi rapporti di forza tra le due squadre si sono invertiti, concentrandoci anche sull’annata dei viola e sulla partita di domenica:

Lei ha assistito ai primi mesi dell’era Gasperini. Le chiedo intanto se dall’arrivo del tecnico si poteva già intuire la validità del progetto:
“Io con Gasperini ho condiviso qualche mese e mi ha subito colpito il modo in cui è riuscito a portare in una nuova relatà le sue idee, plasmando un gruppo di calciatori giovani. L’Atalanta da sempre punta sui giovani e lavora molto bene nel settore giovanile. Con Gasperini molti prospetti si sono affermati negli anni. Io sono stato a Bergamo dal 2012 al 2017 e prima di lui noi iniziavamo la stagione avendo come obbiettivo una salvezza, la bontà del progetto societario e la sua guida hanno fatto la differenza”.

L’impressione è che rispetto ai tempi in cui giocava lei, i valori delle due squadre si siano invertiti: cosa ha avuto in questi anni l’Atalanta che è mancato alla Fiorentina?
“Io penso che per ottenere risultati importanti sia necessario fare progetti a medio-lungo termine. A Bergamo, il presidente Percassi ha investito sullo stadio di proprietà e sul centro tecnico a Zingonia, la stessa cosa che sta cercando di fare Commisso. Il presidente viola mi sembra un personaggio competente e preparato. Il suo arrivo a Firenze lo vedo positivamente, può far partire un progetto importante; ha già comprato giocatori importanti come Amrabat, Bonaventura e Kouame, che io reputo un calciatore importante.  Per quanto riguarda quello che non ha funzionato questi anni nella Fiorentina non saprei darvi una risposta, sicuramente cambiare tanti allenatori non ha aiutato. Penso ci siano state annate storte, come questa. A inizio stagione le aspettative erano giustamente diverse per società e tifosi. Da spettatore, non mi immaginavo che la Fiorentina lottasse per la Champions ma nemmeno che dovesse essere così vicina alla zona retrocessione. Questo è un anno in cui si devono fare i 40 punti, in questo momento situazione di classifica non permette di programmare”.

Sulla partita di domenica: cosa deve temere di più la Fiorentina dell’Atalanta?
“L’Atalanta di ora è forte in tutti i reparti, è una squadra di blasone che è arrivata ha vinto a Liverpool e anno scorso se l’è giocata fino all’ultimo col PSG. La formazione di Gasperini adesso può giocarsela contro chiunque, quindi la Fiorentina avrà sicuramente di fronte una partita difficile.  Da difensore, dico che i due da temere di più sono Zapata e Muriel, due attaccanti straordinari che in questo periodo sono in stato di grazia, ogni pallone che toccano sembra luccicare”.

Da ex-difensore, due che dovrebbero essere i leader difensivi dei viola, Pezzella e Milenkovic, sono stati spesso criticati ultimamente: crede sia un problema di testa (entrambi sono dati in partenza) o di meccanismi difensivi?
“Non è stata certo gran stagione per loro due come non lo è stata però per tutta la squadra. Difficile che un difensore spicchi in un’annata deludente: puoi avere in campo i difensori forti ma chiunque soffrirebbe in un’annata del genere. Milenkovic credo sia un ottimo difensore: ha forza e fisicità, ha il difetto però calare ogni tanto di concentrazione. Non credo siano distratti dalle voci su di loro: adesso c’è da pensare solo a finire bene la stagione”.

Per chiudere, un giudizio su Martinez Quarta?
“L’argentino è giocatore forte e ha fatto già intravedere qualità molto importanti, anche se deve comunque confermarsi. Penso che possa giocare in tutti i ruoli della difesa perché ha qualità. Ovviamente in base al modulo cambia l’interpretazione di un difensore, più che i moduli credo conti l’interpretazione di un ruolo, e lui ha la concentrazione per poter giocare ovunque”.

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