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FIORENTINA, Il pagellone dei violaTUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini
lunedì 1 giugno 2009, 10:30Notizie di FV
di Marco Conterio
per Firenzeviola.it

FIORENTINA, Il pagellone dei viola

PORTIERI

Frey 8 - Solo Monsieur Domenech, evidentemente, non ne ha ancora capite ed apprezzate le qualità. Firenze sì. E l'ennesima stagione, forse la più bella, a grandissimi livelli, lo dimostra. Para tutto e tutti, gli esperti in statistiche gli attribuiscono 10 punti dei 68 collezionati dai viola. Una sola sbavatura, contro il Napoli al Franchi, e tanti miracoli: su tutti, le parate da stella incontrastata dei guantoni contro la Lazio. Fenomenale.

Storari 6 - Era venuto a Firenze per fare il secondo, e di fatto ha svolto al meglio il proprio compito. A gennaio, poi, la voglia di volare è tornata a farsi sentire: Chelsea e Lazio erano pronte ad accoglierlo a pali e traverse aperte. E' rimasto invece in riva all'Arno dove, a detta di tutto il gruppo, è diventato uno dei trascinatori. Uomo spogliatoio.

Avramov sv - Si meriterebbe la lode per la serietà con cui ha intrapreso, dagli albori, la sua avventura fiorentina. Mai una chiacchiera sui suoi eventuali malumori, mai un mugugno, mai niente che lo abbia messo in cattiva luce. Gruppo si fa anche così, con persone serie ed oneste. Professionista.

DIFENSORI

Dainelli 6.5 - Campionato onesto, gestione dello spogliatoio da vero capitano. E' un leader che non si guadagna e forse non si guadagnerà mai le prime pagine dei giornali. Quelle spettano ai big, ai fenomeni. Dainelli, però, riscatta un'annata deludente come quella passata con una stagione concreta e lineare, condita come sempre da qualche basso ma scandita soprattutto da una regolarità sorprendente. Capitan coraggio.

Gamberini 6 - Stagione a livelli più bassi rispetto agli standard degli ultimi due anni, ma una sufficienza più che meritata. Perché stringe i denti sino all'ultimo triplice fischio, nonostante qualche acciacco non lo abbia aiutato per entrambi i gironi. Sul finire del campionato, cresce il suo rendimento e con questo anche la stabilità della retroguardia viola. Insostituibile.

Kroldrup 6 - Se i numeri delle difese italiane vedono la Fiorentina tra le grandi del Belpaese, questo vale per Kroldrup come per gli altri, gran parte del merito va a Frey. Senza nulla togliere al danese, alternativa di lusso e spesso sosituto all'altezza di Dainelli. Per il salto di qualità ulteriore, servirà qualcosa in più dell'ex Everton e Udinese, ma lui continuerà a rivestire un ruolo sempre importante, anche nella Fiorentina che verrà. Danese d'acciaio.

Comotto 6 - Far dimenticare Ujfalusi era un'impresa sin troppo improba, anche per un onesto mestierante come Comotto, giocatore nuovo rispetto a quello della prima versione fiorentina, gregario e faticatore della fascia destra con ritrovate qualità. Working class hero.

Zauri 5.5 - Prezioso jolly nel finale di stagione, sostituto silenzioso e professionista esemplare, da lui ci si attendeva però un rendimento superiore, soprattutto nelle gare in cui poteva mettere in campo la sua lunga esperienza da capitano con la maglia della Lazio. Tornerà a Roma, senza aver lasciato un'impronta indelebile nel passaggio a Firenze, ma risultando comunque pedina utile in caso di bisogna. Buono per tutte le stagioni.

Pasqual 7.5 - C'è forse chi storcerà il naso per un voto così alto ma la sensazione è cristallina. La Fiorentina ha uno dei migliori terzini sinistri d'Italia. Nonchè un ragazzo serio, che ha inghiottito il boccone amaro dell'esclusione dalla lista Champions, ritrovandosi e rilanciandosi con il cambio di modulo, tornando a sgroppare e crossare senza più Mutu ad ostacolarne le falcate sull'out mancino. A volte ritornano.

CENTROCAMPISTI

Donadel 5 - Netta involuzione nel rendimento del leone di Conegliano Veneto. Perde il posto da titolare, a pannaggio di Melo, perde la verve che lo ha sempre contraddistinto, in una stagione tracciata da gare in chiaroscuro, prestazioni deludenti e poco apporto qualitativo alla Fiorentina. Ora c'è l'ipotesi che lasci la maglia viola ma, nonostante un'annata da storcere il naso, resterà per tempo nei cuori dei tifosi gigliati. Leone domato.

Kuzmanovic 4.5 - Il peggiore, considerate le aspettative, considerato il rendimento sino a 365 giorni fa. Un'involuzione sinceramente preoccupante, quella del centrocampista serbo: non incide mai, non arriva mai al tiro, cerca sempre e solo la giocata semplice e nelle partite più toste soffre la pressione. E' giovane, sì, ma non più di primissimo pelo, anche se, come detto dagli addetti ai lavori, l'anno della conferma è sempre il più difficile. Se son rose...

Montolivo 7 - Alti, bassi, alti e ancora bassi. Una stagione versione montagne russe per il talento di Caravaggio che, tra un dito sul naso, due mani alle orecchie ed una parola fuori posto di troppo, ritrova sè stesso con il cambio di modulo. E con lui, cresce anche la Fiorentina. Da interdittore, senza più troppi compiti geometrici ma con fardelli, ora leggeri, di contenimento e di riproposizione, rende molto meglio. Talento ritrovato.

Felipe Melo 7 - Primo anno viola, con forti tinte rosse e gialle. Cartellini a profusione, gare saltate a volontà per il brasiliano di Volta Redonda, vera croce e delizia della nuova stagione della Fiorentina. Con la maglia gigliata si è conquistato addirittura un posto da titolare nella nazionale brasiliana: segno che il suo rendimento è stato alto, che Corvino ci aveva visto lungo nel prenderlo per 8 milioni dall'Almeria. Il suo passato da globetrotter spinge a pensare che possa considerare Firenze solo una tappa. Lui afferma il contrario, dichiarando amore "triennale" al capoluogo toscano. Picchia 'un po' troppo' per noi.

Gobbi 6 - Jolly prezioso, terzino, centrale, esterno alto, è uno dei giocatori dal rendimento più costante della rosa di Prandelli. Senza troppi picchi, ma senza mai un basso, svolge il suo compito con diligenza e professionalità. Utile alla causa.

Almiron 4.5 - Cercava il riscatto dopo due esperienze no, tra Monaco e Juventus. Non ci è riuscito, ricoprendo un ruolo marginale nella rosa viola ed offrendo prestazioni ben al di sotto delle aspettative. Il ritorno alla base bianconera è scontato, con i migliori auguri per un futuro più roseo. Grazie comunque.

Semioli 6.5 - Dall'esclusione dalla lista Champions, alla rinascita grazie al nuovo modulo. Ed in questa stagione, a differenza della passata, riesce spesso a trovare spunti importanti, dribbling e cross efficaci, rivelandosi carta preziosa nel finale di stagione. Con il trequartista, da esterno alto, era tatticamente avulso dal gioco della Fiorentina. Con il 4-2-3-1, invece, ha ritrovato la sua dimensione ideale. Con Semioli si vola.

Vargas 6 - Per quello che ha fatto nel finale di campionato, probabilmente, meriterebbe anche di più. Però la prima parte è da bocciatura netta, secca. Doveva essere il nuovo terzino sinistro della retroguardia gigliata, si è dimostrato un pericolo pubblico quando gli avversari erano dalla sua in fase offensiva. Poi, con il tempo, con l'assimilazione degli schemi e delle idee tattiche di Prandelli, un lento ed inesorabile crescendo, sino allo spostamento nel ruolo di esterno alto. "Dalla prossima stagione spero di iniziare bene da subito". 12 milioni, probabilmente, li vale davvero.

Santana 7 - E' stato la carta in più della Fiorentina di inizio anno, è stato altrettanto il giocatore più rimpianto quando il 2009 era agli albori. Prandelli ha ridisegnato la squadra intorno a lui, in un ruolo nevralgico del gioco. Poi l'infortunio, il crack che gli ha fatto dire addio alla stagione in netto anticipo. Tornerà per il ritiro, più carico che mai. Un po' Gastone, un po' Paperino.

Jorgensen 7 - Fuori dai giochi per una lunga e preoccupante malattia per molto tempo, poi il rientro con il contagocce. Da leader silenzioso, da professionista esemplare. Nonostante un futuro incerto, non ha mai alzato la voce, anzi: ha sempre parlato con rispetto della Fiorentina e del gruppo, seppur relegato da tempo al ruolo di alternativa di lusso. Poi, con il Lecce, il gol Champions. Averne di giocatori così... Bandiera.

ATTACCANTI

Jovetic 6.5 - Mezzo punto in più per la verve che ha regalato alla manovra gigliata nel finale di stagione, mezzo punto in più sempre come attenuante per la giovanissima età. Trequartista dal potenziale ad oggi inquantificabile, ha sofferto delle molte pressioni che la sognante Firenze gli ha caricato per lungo tempo sulle spalle. Poi, da seconda punta, ha ritrovato una dimensione a lui più consona, disinnamorandosi a lunghi tratti del pallone e diventando più uomo al servizio della squadra. Gli mancano alcuni gol per meritare una pagella più alta, ma come stagione di apprendistato può ritenersi soddisfatto. Saranno Campioni.

Gilardino 8 - E', con Frey, l'uomo simbolo di questa Fiorentina. Sviolinatore, trascinatore, cannoniere. Appellativi che durante l'esperienza rossonera gli erano venuti meno ma ritrovati grazie agli schemi viola, all'amore di una città, alla fiducia incondizionata verso di lui da parte di Prandelli & friends. La mano de Dios contro il Palermo ha macchiato, secondo alcuni, una stagione pressoché impeccabile, scatendando a ruota reazioni da parte degli avversari e dubbie gestioni arbitrali nei suoi confronti. Poi, da cannoniere docg, ha ritrovato la via del gol. 19, quelli in Serie A. Salute. Baciamo le mani (ma anche i piedi).

Mutu 7.5 - Da una partenza praticamente certa, ad una conferma inaspettata. Dieci mesi dopo il passato di Mutu si riassume con due parole: gol e infortuni. La scelta di Corvino, fu giusta: 18 milioni non passano tutti i giorni, quella dei Della Valle e Prandelli, altrettanto. Mutu non si tocca. E fu così che il rumeno trascinò la Fiorentina nei momenti bui, con quello che, di fatto, è probabilmente il gol più pesante della stagione, ovvero quello del 3-3 contro il Genoa. E' mancato, ma non nei risultati dei viola, nel finale di campionato. Segno che la Fiorentina può farne a meno? Piuttosto, segnale che i viola hanno imparato a camminare da soli, anche se con il suo numero dieci è tutta un'altra musica. Da inchino.

Bonazzoli 6 - Inaspettatamente molto utile. Perché nel periodo di fiacca del club gigliato, è anche grazie alle sue sponde che i viola sono riusciti a rimettere in carreggiata gare che sembravano sull'orlo di un baratro. Sei mesi di sostanza, quantità, professionalità. Torre che non pende.

TECNICO E DS

Prandelli 7.5 - Ha avuto ragione lui. Poco altro da dire, se non che i mugugni e le lamentele erano giustificate, solo se circoscritte agli episodi specifici, leggi sconfitte inattese o prestazioni deludenti. Nel lungo raggio, però, ha avuto ragione Prandelli. Quarta Champions in quattro anni. Senza troppi altri discorsi. Genio.

Corvino 7.5 - Se a febbraio gli indici erano puntati tutti sul ds pugliese, a giugno si guadagna pollici verso l'alto e nessun fischio. Osvaldo e Pazzini? Dati alla mano, ha avuto ragione Corvino. Gli acquisti onerosi di Vargas, Felipe Melo, Jovetic e Gilardino? Idem. Almiron e Zauri deludenti? Erano prestiti, in fondo. Ed ora, per lui, si prospetta un'estate scoppiettante... Zero Euro, Viola e fantasia.