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tmw / fiorentina / L'editoriale
Nessuna barricata per Kean da una città che vide andarsene Baggio, Batistuta e Rui CostaTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Stefano Prizio
per Firenzeviola.it

Nessuna barricata per Kean da una città che vide andarsene Baggio, Batistuta e Rui Costa

Archiviati i mondiali americani, manipolati come solo gli States sanno fare, con tanto di Trump che saltabecca impettito come un gallo sulla monnezza con accanto il cavalier servente Infantino. L’ultimo mondiale coi suoi intervalli di idratazione che spezzano i novanta minuti in quattro tempi a favore degli spot pubblicitari e l’intervallo allungato quanto serve allo spettacolo musicale che diviene il vero fulcro dell’evento al posto della partita, ha  degradato il calcio a questione marginale, malgrado tutto sommato ne sia venuto fuori un buono e spettacolare torneo mondiale. Giustamente Aldo Grasso ha detto che la tv ha compiuto l’ultimo passo nella riscrittura completa del calcio, l’ultimo passo. Adesso non resta che togliere di mano il pallone agli eredi degli europei che tolsero graziosamente la terra da sotto ai piedi dei nativi locali.

Tornando a bomba (non americana tranquilli!) a cose più vicine a noi c’è da osservare come ci siano volute le macerie di una retrocessione sfiorata perchè la Fiorentina rinascesse a nuova vita: la scorsa stagione è successo di tutto alla Fiorentina, compresa la dipartita del proprietario, ma il grande poeta Fabrizio De Andrè non cantava invano come dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fior. Fatto sta che nel club viola è iniziata la rivoluzione al grido di competenza e coraggio, virtù balzate al primo posto nella classifica dei valori fondanti della società. Ed è con coraggio e competenza che il club viola sta operando sul mercato. Tant’è che da qualche tempo pare proprio che tutti vogliano venire a Firenze e che nessuno voglia andarsene. Nessuno o quasi, difatti è notizia delle ultime ore come l’interessamento del Como per Moise Kean non lasci indifferente la punta viola, così almeno pare di capire stando al piccolo segnale mandato dal suo entourage, leggi emoticon di gradimento alla notizia dell’interesse lariano rilanciata dal noto esperto di mercato Di Marzio, difatti non è difficile intuire che qualora l’attaccamento di Kean alla Fiorentina fosse granitico e inscalfibile il fratello non si permetterebbe di distribuire per la rete immaginette che significano emozione e trepidante attesa.

Questo è solo l’ultimo esempio di polemiche e chiacchiericci  legate al centravanti viola, reo soprattutto (occorre dirlo con franchezza) di non essersi confermato alla seconda stagione in viola dopo un primo anno straordinario, di Kean nella scorsa stagione più che gol e prestazioni si ricordano infatti  atteggiamenti giudicati da taluni fastidiosi come i permessi, i ritardi le pose accentuate da rapper, gli infortuni . Quindi la sensazione è che una città sportiva che ha visto andarsene altrove calciatori come Baggio, Batistuta e Rui Costa prevedibilmente non farebbe le barricate nè s’adunerebbe in piazza per lanciare alti lai al cielo o prodursi in autoflagellazioni collettive in caso di cessione di Moise Kean, per il quale non può che venire in mente il saggio motto del compianto Vujadin Boskov: testa di giocatore buona per portare cappello, frase tipica della filosofia pratica e apodittica del tecnico serbo.

Poi eventualmente, pensando alla sostituzione del centravanti, essendo complesso per la Fiorentina ambire ai grandi nomi del ruolo (anche nel suo mercato ricco di quest’estate), potrebbe aver senso per Paratici destinare maggiori risorse per aumentare la qualità degli esterni che dovrà prendere affinchè supportino con giocate e numero di gol un nuovo centravanti di cabotaggio leggermente minore.

E comunque anche se Kean dovesse finire per rimanere sarà necessario che incontri la società, i compagni e forse anche la stampa per i un confronto franco riguardo le sue motivazioni e i suoi stimoli.

Di Kean infatti l’anno scorso si è parlato molto, moltissimo, in relazione ai suoi passatempi diversi dal calcio come la musica e lo spettacolo, hobby che egli ha tutto il diritto di coltivare, ma che non possono diventare prevalenti nella vita di un professionista che guadagni le cifre di Kean, il giovanotto ha ventisei anni e bisogna che l’intenda. Intanto nella prima amichevole stagionale col Gubbio Kean parte in panchina, pur essendo apparso pimpante nella sgambata contro la squadra primavera di qualche giorno fa. Nella ripresa col Gubbio Kean è invece entrato, ma imballato e poco ispirato non trova la via del gol. Viceversa è da segnalare un Gudmundsson evidentemente voglioso di rilanciarsi in viola, suo infatti anche il gol vittoria su rigore nel primo tempo. In sintesi nella gara una  Fiorentina giocoforza sperimentale palleggia benino e colleziona diverse buone occasioni da rete, ma non va oltre la vittoria di misura. Ruba l’occhio Croci entrato nel secondo tempo.