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Una figuraccia specchio di un'intera stagione. Si contano i giorni per la resa dei contiTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:00Copertina
di Pietro Lazzerini
per Firenzeviola.it

Una figuraccia specchio di un'intera stagione. Si contano i giorni per la resa dei conti

La Fiorentina, dopo la sconfitta della Cremonese in serata contro la Lazio, non è scesa in campo all'Olimpico e c'è chi pensa che ciò fosse scontato. Dopo le dichiarazioni pre gara di Paratici, un giro di parole che a qualcuno ha suggerito una scontata conferma di Vanoli in vista della prossima stagione, la nottata dell'Olimpico è stata di quelle horror. Una risposta sul campo che non fa altro che movimentare un finale di campionato che altrimenti sarebbe fin troppo scontato. 

La Fiorentina era fondamentalmente già salva dopo la vittoria di Verona, ciò che è successo dopo, compreso il pesantissimo ko contro la Roma, è solo un accanimento terapeutico per una stagione che tutti vorrebbero già aver conclusa. Compresi i calciatori. Ma questo non può giustificare una pessima figura come quella dell'Olimpico. Un rilassamento generale che non arriva dopo una stagione da 6 in pagella. Arriva dopo una stagione da piena bocciatura nonostante la salvezza. E conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di come questo gruppo abbia fatto il minimo indispensabile per salvare capra e cavoli, senza alcun tipo di miracolo checchè i più irriducibili, fuori e dentro la Fiorentina, provassero a raccontarlo. 

Resteranno i ringraziamenti a Vanoli per aver riportato nei ranghi un gruppo distrutto da vaneggiamenti estivi e preparazione. Ma niente di più, perchè anche in termini di orgoglio si è visto ben poco. Anche il solo pensiero di ripartire da questo gruppo di lavoro è offensivo non solo per i tifosi, ma per la storia stessa della Fiorentina. Non è un pensiero nato dopo una pesante sconfitta di fine stagione, ma dopo un'intera stagione che ha visto i viola umiliati spesso e volentieri, tanto che qualcuno vedrà perfino qualcosa da festeggiare in questa drammatica salvezza. 

La verità è che adesso si contano i giorni per arrivare alla resa dei conti. Per vedere se davvero Paratici avrà la possibilità di intervenire a 360° e senza ingerenze in un gruppo, che non coinvolge solo i calciatori, che ormai vive nella comfort zone del Viola Park e che si è adagiato su mediocri risultati. Ribadendo il concetto, non si tratta di un pensiero estemporaneo dopo una goleada subita a salvezza praticamente raggiunta, ma di una necessità maturata nel tempo. Nei prossimi mesi serviranno decisioni drastiche e coraggiose, altrimenti il rischio di non ritrovare la strada di una crescita mai avvenuta dalla fine della presidenza Della Valle in poi, si trasformerà in una solida realtà.