Chi pensa che per la rivoluzione basterà un'estate si sbaglia. Paratici avrà bisogno di tempo ma la società sia chiara. Il post social di Commisso vale zero: qualcuno spieghi a Firenze quali sono le intenzioni per il futuro
La salvezza è matematica, la stagione più brutta e complicata degli ultimi anni della Fiorentina è arrivata alla fine e adesso inizia ufficialmente il futuro. Della Fiorentina, di Firenze, dei calciatori, dei dirigenti, dei tifosi, dei giornalisti e di tutti coloro che per un motivo o per un altro sono innamorati della maglia viola. Un futuro che deve essere scritto con argomenti ben diversi rispetto a quelli che abbiamo vissuto e raccontato negli ultimi dieci mesi, che dovranno rimanere soltanto un brutto ricordo, ma per farlo non basterà uno schiocco di dita, perché il cammino sarà ricco di difficoltà e la fretta non sarà altro che nemica. Spieghiamoci meglio. In un solo anno la Fiorentina è passata dall'essere una squadra in lotta per la qualificazione alle coppe europee a una che ha dovuto pensare solo e soltanto a raggiungere una difficile salvezza, ma il percorso inverso, quello che dovrà far tornare il club viola tra i migliori della Serie A, non sarà né scontato né rapido. Nel calcio, come in tanti altri ambiti della vita di tutti noi, è molto più semplice distruggere che creare e per questo anche la ricostruzione di una rosa all'altezza della storia della Fiorentina richiederà pazienza.
Il prossimo calciomercato, infatti, sarà complicatissimo. Fabio Paratici rappresenta una garanzia, almeno sulla carta, ma non avrà margine di errore, a prescindere da quello che sarà il budget a sua disposizione. I motivi li conosciamo bene: dai riscatti obbligatori di Brescianini e Fabbian, che almeno per adesso non hanno dimostrato di valere le cifre investite, ai rientri dei prestiti che allungheranno una rosa già piena di giocatori, fino alla gestione del caso Kean e a un bilancio che non permette di prevedere altri grandi investimenti senza molte cessioni. Cessioni che non saranno facili da concludere, visto che tanti calciatori, complice questa indecorosa stagione, si sono svalutati tantissimo e non saranno facili da piazzare altrove. Servirà una strategia impeccabile, serviranno idee, servirà anche un po' di fortuna. Ma soprattutto servirà tempo. Una sessione di mercato non potrà bastare per sistemare tutti i problemi della Fiorentina, questo è bene metterselo in testa subito.
Ma tutto questo discorso ha poco senso se prima non verranno chiarite alcune cose. Qual è il progetto della proprietà? Qual è l'obiettivo minimo che la società vorrà centrare nella prossima stagione? Dalla risposta a queste due domande dipende tutto il resto, perché una Fiorentina che avrà il compito di vivacchiare tra il nono e il tredicesimo posto in classifica, in quelli che sarebbero campionati tanto anonimi quanto duri da accettare, non avrà bisogno di molte cose, mentre nel caso in cui la proprietà dovesse alzare l'asticella, per creare una Fiorentina che avrà come obiettivo quello di lottare per le prime posizioni della Serie A, allora serviranno alcuni sacrifici da parte della famiglia Commisso.
Sulla cominicazione, attraverso storie e post social, meglio non tornare, ma una cosa la diciamo chiaramente. Le parole del presidente, scritte sul proprio profilo Instagram, non valgono niente. Dopo una stagione come questa non basterà un testo scritto per far voltare pagina a chi ha sofferto per mesi interi avendo l'incubo della retrocessione. Servirà altro, servirà che qualcuno ci metta la faccia, di fronte alle telecamere e ai giornalisti. Scrivere in un post "ora la nostra responsabilità è guardare avanti e costruire un grande futuro per la Fiorentina. Dobbiamo continuare a lavorare per rendere questo Club più forte, più competitivo e all’altezza della sua storia, della sua città e dei suoi colori" non è sufficiente. Se non sarà Giuseppe Commisso che sia l'uomo che prende le decisioni importanti per la società qui in Italia. Ferrari? Mark Stephan? Un'altra persona? Non importa chi sarà, ma qualcuno dovrà spiegare a Firenze quali sono le intenzioni di questa proprietà per il futuro. Chiarezza e onestà, niente di più. I tifosi sono in credito con la Fiorentina e meritano di sapere le cose come stanno.






