Una Fiorentina che rispecchi la bellezza della città. Una promessa da mantenere
Il futuro è finalmente arrivato. Oggi, ma le mosse ovviamente sono partite da un pezzo, si inizia a progettare la Fiorentina del futuro, quella che se non immediatamente, dovrà progressivamente tornare ad essere competitiva per l'Europa che conta. La scelta dell'allenatore sarà certamente significativa così come la capacità di rivoluzionare, o meglio modificare, una squadra che ha deluso profondamente. L'impressione è che - come già sottolineato in altre circostanze - la ricostruzione dovrà avvenire per gradi. Lo stesso Paratici (ora accostato a tanti club nonostante il suo contratto di quattro anni con i viola) nel giorno della sua presentazione da ds viola spiegò che "le cose si costruiscono piano piano, in fasi e in momenti". L'importante, anzi l'aspetto fondamentale, è che questi primi passi per il nuovo corso viola possano davvero avvenire, condivisi da tutti, senza dubbi nè tentennamenti. A rileggere oggi i punti programmatici di Paratici per la Fiorentina del futuro, c'è certamente da elettrizzarsi e da augurarsi che resti davvero al suo posto. "La città porta con sé un brand di bellezza in giro per il mondo - disse sempre ai primi di febbraio - e la squadra deve rappresentare Firenze". Dunque dovrà essere costruita una Fiorentina che nel corso del tempo possa essere bella e affascinante come i suoi splendidi monumenti, magari raffinata e coinvolgente come la Galleria degli Uffizi. Forse ci spingiamo un po' troppo in avanti, però dopo una stagione così triste e di basso livello conviene almeno provare a volare un po' con la fantasia. Per tornare con i piedi per terra c'è sempre tempo.
La squadra ideale del futuro
"La Viola del futuro - disse sempre Paratici - mi immagino sia una squadra attrattiva, bella da vedere, stimolante per i tifosi, aggressiva e internazionale". Musica per le orecchie dei tifosi della Fiorentina. Ecco, la speranza che adesso possano essere poste davvero le basi per una Fiorentina emozionante. Magari nella prossima stagione non sarà possibile aspettarsi una Fiorentina da Europa, ma sarebbe bello poter vedere una squadra in grado di riaccendere pienamente nei tifosi la voglia di andare allo stadio. C'è il desiderio di essere coinvolti da un po' di spettacolo, da un gioco frizzante, con la qualità al centro del villaggio. Un po' come accadde con la Fiorentina di Montella, che aveva il compito di ricoinvolgere i tifosi reduci da un 'annata senza soddisfazioni (e alla fine arrivarono tre quarti posti consecutivi..). Certo, conterà il budget a disposizione, conteranno le intenzioni della proprietà, ma serviranno soprattutto le idee e la capacità di arrivare per primi su certi calciatori. E poi si torna alla scelta dell'allenatore, che non può essere sbagliata. Se sarà Vanoli, nel caso in cui lo si riterrà il tecnico giusto per la ripartenza, tutti dovranno essere convinti di lui al cento per cento, sostenendolo con forza, considerato che la piazza non sarebbe entusiasta (pur riconoscendogli il merito di aver salvato la squadra). Ma la partita per il tecnico - da Grosso a De Rossi passando per profili stranieri - è ancora aperta, anche se non potrà durare ancora molto a lungo.






