Fiorentina: inspiegabile la mancata “festa salvezza”, e pure la diceria sulle colonne nella nuova curva Fiesole
Il deprimente 0 a 0 ottenuto dall'armata viola domenica scorsa al Franchi contro il Genoa, grazie al punticino raggranellato, ha consentito alla Fiorentina di ottenere la matematica salvezza. Le statistiche della Lega Serie A raccontano di un tiro nello specchio della porta da parte degli uomini di Vanoli e tre per gli ospiti. Ascoltando distrattamente la radiocronaca rientrando da una scampagnata, pare di capire che il momento più esaltante dell'incontro sia stato quando un tifoso della Maratona, raccolto il pallone da gioco finito nel settore, si sia esibito in uno slalom tra gli steward impegnati a tentare di recuperarlo dal medesimo. Pochi attimi prima del triplice fischio finale una salva di fischi e cori di contestazione hanno preso di mira i giocatori viola, accompagnandoli fino all'uscita dal campo. Così la «festa salvezza», ipotizzata da taluni, sugli spalti del Franchi non c'è stata. Inspiegabilmente viene da aggiungere! E badate bene non è una provocazione.
Pensiamo a un trentacinquenne: da quando è poco più che capace di intendere e di volere, quale Fiorentina ha visto nel corso degli anni? Sono lustri che i tifosi sono stati trasformati in commercialisti, che sono adusi a chinare il capo difronte alle «offerte irrinunciabili» che, praticamente in maniera sistematica, hanno visto bacchettare da parte delle ultime proprietà qualsiasi calciatore che, per una o al massimo un pugno di stagioni, hanno dimostrato di essere sopra la media. Un lento ma inesorabile declino che, a parte qualche eccezione che senza i successivi sabotaggi avrebbe fatto sperare, ha ridotto la quinta squadra nella classifica perpetua della Serie A a una comparsa.
Lo stesso ruolo da comprimaria anche in Coppa Italia nonché nell'Europa minore chiamata Conference League dove il cammino, favorito da una serie di congiunzioni astrali e sorteggi con carneadi dell'ars pedatoria, si è poi regolarmente interrotto ogni volta che il fato ha fatto incrociare i gigliati con una squadra di calcio degna di tale nome. Nel frattempo, nel nuovo millennio, anche il Bologna ha alzato un trofeo, senza contare l'ultimo decennio dell'Atalanta, che tra una partecipazione e l'altra alla Champions League, mentre a Bergamo c'erano i cantieri per ristrutturare lo stadio, alzava l'Europa League. Tralasciamo, per decenza, i risultati del Napoli, ma attenti al Como che in un battito di ciglia è arrivato a lottare per traguardi di un certo livello. E i tifosi più attempati, che dovrebbero avere ben presente il glorioso passato della Fiorentina? Non sono pochi quelli che si sono rassegnati ma continuano strenuamente a seguire i viola, però più per consolidata abitudine che per passione accesa. In ogni caso fanno tanto rumore i masnadieri: ogni scusa diventa buona pur di non puntare il dito contro quella che, a oggi, si sta dimostrando come una delle peggiori proprietà della storia viola. Ma allora perché non festeggiare con tanto di caroselli la salvezza? In questi anni di mediocrità imperante la salvezza è stato un serio obiettivo per cui lottare ed è stato centrato con ben due giornate di anticipo, stravolgendo le statistiche dei campionati passati che davano per spacciati.
Feste o non feste, invece, lo sport che pare andare per la maggiore sono le armi di distrazione di massa. L'ultima sono le megacolonne posizionate da pochi giorni ai lati della nuova curva Fiesole. Nei primi rendering diffusi subito dopo la fine del concorso di progettazione effettivamente non c'erano, ma all'interno dei documenti esaminati dalla commissione giudicatrice che raccoglievano queste rappresentazioni grafiche, si poteva già leggere che «Attorno ai lati delle nuove gradinate (Fiesole e Ferrovia, ndr), quattro ulteriori colonne sono posizionate a supporto della copertura. La posizione delle colonne è stata individuata al fine di rispettare la visuale dai posti a sedere esistenti sui lati est ed ovest (Maratona e Tribuna, ndr)». A tal proposito, prima che parta un'altra inutile querelle, è d'uopo precisare che le due torri, che da qualche giorno spuntano in mezzo ai gradoni della nuova Fiesole, sono provvisorie.
La trave reticolare di 90 metri (uno degli elementi strutturali orizzontali più importanti della futura copertura), prima di essere fissata alle megacolonne, poggerà temporaneamente sulle torri. La visibilità degli spettatori, finiti i lavori, non sarà compromessa, perché la ristrutturazione non prevede posti a sedere da cui la visibilità sia compromessa dalle strutture della copertura. Il progetto definitivo, tra l'altro, nelle sezioni di verifica delle curve di visibilità delle tribune nord e sud (le nuove curve) e le tribune est e ovest (Maratona e Tribuna), indica valori di C-value (il parametro per stabilire la visibilità) compresi tra 90 e 120 e alcuni posti con livelli superiori a 120. A tal proposito la «Guida Uefa agli stadi di qualità», nella sezione dedicata agli spalti, spiega che «Per ottenere un buon Valore C, la distanza dal livello dell’occhio dello spettatore alla cima della testa dello spettatore immediatamente di fronte dovrebbe essere compresa tra 120 mm (ideale) e 90 mm (accettabile)». Pertanto il progetto di ristrutturazione del Franchi risponde pienamente alle linee guida Uefa. Questo raccontano i documenti. Oltre a salvarsi dal baratro della Serie B, sarebbe opportuno salvarsi dalle dicerie.






