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tmw / fiorentina / L'editoriale
Serviva dignità per un bel trionfo. Non riscrive però una stagione fallimentare. Bravo Paratici a tagliare qualsiasi voce. Vanoli in rialzo ma nulla è ancora decisoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Mario Tenerani
per Firenzeviola.it

Serviva dignità per un bel trionfo. Non riscrive però una stagione fallimentare. Bravo Paratici a tagliare qualsiasi voce. Vanoli in rialzo ma nulla è ancora deciso

Nei giorni scorsi Firenzeviola aveva chiesto dignità per la partita di Torino, nella sfida con la rivale di sempre. La gente non avrebbe tollerato passeggiate modello vacanze romane, come due settimane fa all’Olimpico. La Fiorentina avrebbe potuto anche perdere, ma con dignità, appunto. Lottando, non arretrando di un centimetro, rispettando i propri tifosi che a questa gara tengono più che a tutte le altre. La rivalità è una roba seria nel calcio, è il sale di questo sport che stanno prendendo a mazzate sempre di più. E così è stato. 

Sulla ruota di Torino, in un insolito orario, è uscito un trionfo che ha strappato finalmente un sorriso convinto a chi ama la Fiorentina. Meritato, sia chiaro, con due gol molto belli, il secondo in particolare. Ndour e Mandragora, le firme da ricordare per questo evento. 

Solo una nota brutta: l’infortunio a Parisi che rischia di essere grave. Siamo in pena per Fabiano che con determinazione, tipica degli umili, si era ricavato un posto dentro un’annata disgraziata per la Fiorentina. Vederlo uscire in barella mentre si toccava il ginocchio ci ha fatto male. Forza Fabiano, riuscirai a ripartire a modo tuo. 

Tra le tante cose belle, invece, il ritorno di De Gea ai livelli per cui nel mondo era stato sempre apprezzato. In tre occasioni almeno è stato decisivo, soprattutto nella prima quando si è inginocchiato davanti a Vlahovic, disinnescando una grande chance. A proposito, pure questa volta il serbo è rimasto a secco contro la Fiorentina. Dal gennaio 2022 tra assenze contro i viola, panchine, reti sbagliate, è uscito deluso dal confronto. Aveva segnato e per questo aveva esultato come fosse una finale di Champions, ma dopo 3 minuti il Var ha indotto Massa ad annullare per posizione di fuorigioco. Da quel momento i bollori di rivincita di Vlahovic si sono spenti. 

Molti si domandano perché la Fiorentina non abbia giocato così sempre in quest’annata maledetta. Ma non funziona questo discorso: la partita di ieri mattina a Torino ha visto una Fiorentina manovrare con leggerezza perché libera di testa, una volta azzerata la paura di retrocedere. La psicologia nello sport conta tanto, anzi tantissimo. E la vittoria contro la Juventus - che mancava dal 22 dicembre 2020 con Prandelli in panchina (0-3) - non può fungere da cimosa sulla narrazione di un campionato fallimentare. E nel conto si possono mettere anche Coppa Italia e Conference. Oggi non si può far finta di dimenticare che a metà dicembre i viola erano a meno 8 dalla salvezza, in una posizione di classifica offensiva nei riguardi di una comunità e di una storia centenaria, infarcita di gloria. Sicuramente i valori della squadra non erano da retrocessione, ma poiché dalla società in giù gli errori sono stati vendemmiati come fossero acini, adesso pensare che questo successo regali l’immunità sarebbe l’errore più grande. 

La Fiorentina va ribaltata. Deve iniziare un percorso diverso che segni una marcata discontinuità col passato. Per la rosa e per i settori del club. Paratici è venuto per portare a termine questo lavoro. E ha fatto bene l’ex dirigente della Juventus - accolto dai tifosi bianconeri nel pre-partita con grande affetto - a usare certe parole per tagliare definitivamente con nettezza talune indiscrezione di mercato che lo investivano direttamente. Le lusinghe di Roma, Milan e Napoli respinte con educazione, ma fermezza, al mittente. Di questo c’era bisogno. La battuta sulla casa che poi tanto battuta non è perché è andato a vivere su uno dei punti più suggestivi dei Lungarni, è stata azzeccatissima. Quindi un problema è stato risolto, ora avanti con gli altri mille… 

Uno di questi riguarda la panchina. “Se venissi confermato per la vittoria di Torino sarebbe uno sbaglio e non mi andrebbe bene…”, ha risposto Vanoli da una precisa domanda. E ha ragione. Ma come stanno le cose? Intanto abbiamo saputo dal tecnico che l’unico incontro avuto fino ad oggi, che non fosse quello canonico del quotidiano prima e dopo un allenamento, ha trattato dell’organizzazione della società. A Vanoli stato chiesto un parere, così almeno ci ha spiegato in sala stampa. Per tutto il resto il tema rimane in sospeso. Probabilmente nelle 48 ore post Atalanta, cioè appena finito il campionato, Paratici e Vanoli si metteranno a sedere. Che succederà? Possiamo registrare che le azioni di Vanoli nella borsa viola sono in rialzo sensibilmente, in virtù anche dei numeri che confermano la valenza del lavoro svolto dal tecnico viola, ma niente di più. Perché è tutto ancora in gioco. Paratici tiene calda l’opzione fiducia a Vanoli però non molla le eventuali alternative. La parola d’ordine è pazienza. E calma.