Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / fiorentina / L'editoriale
Paratici ha deciso, vuole cambiare: i nomi in lista per la panchina. I tempi dell’annuncio e la ‘cultura calcistica’ da costruire al Viola Park. I ringraziamenti a Vanoli, lo spot di orgoglio a Torino e i comunicati sospesi della CurvaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

Paratici ha deciso, vuole cambiare: i nomi in lista per la panchina. I tempi dell’annuncio e la ‘cultura calcistica’ da costruire al Viola Park. I ringraziamenti a Vanoli, lo spot di orgoglio a Torino e i comunicati sospesi della Curva

L’annuncio del cambio in panchina e il rispetto per Vanoli, che è stato comunque protagonista di un recupero mai avvenuto prima nella storia della seria A: Paratici spera di chiudere il cerchio entro la prossima settimana. I tempi sono stretti, la decisione è quella di puntare su un nuovo tecnico che apra un ciclo sulla base di un ‘calcio propositivo e identitario’. Tempi ridotti anche perché Vanoli ha tutto il diritto di guardarsi in giro, essendoci fra l’altro in serie A un gran numero di panchine che resteranno presto senza padrone. Speranze di restare a Firenze? Onestamente limitate alla non-conclusione dei sondaggi fatti con altri tecnici e anche per questo Vanoli ha alzato il tiro spedendo un messaggio pieno di orgoglio : ‘Se dovessi restare, vorrei una squadra all’altezza’. Intanto, a proposito di squadre all’altezza, il suo procuratore lo ha modestamente accostato al Napoli per il dopo Conte.

Chi conosce Paratici sa benissimo che tiene in piedi almeno tre opzioni per ogni trattativa e poi magari ne estrae una quarta che nessuno aveva sospettato. Possibile che sia così anche per il prossimo allenatore della Fiorentina, che il manovratore tecnico viola vorrebbe aggiornato nelle metodologie di gioco e libero di testa, sotto ogni aspetto, anche per andare contro corrente in calcio nostrano sempre più triste. Grosso, De Rossi, ma anche e forse soprattutto all’estero Iraola e Tedesco, una rosa che non mette al riparo da sorprese spiazzanti chi fa calcio mercato. L’importante è che Paratici scelga bene, il resto conta poco. Riassumiamo i tempi: venerdì sera ci sarà Fiorentina-Atalanta, poi l’Head of Football viola dovrebbe prendersi una mini vacanza (con il cellulare sempre in carica). L’idea sarebbe dunque quella di presentarsi in conferenza stampa entro la prossima settimana con i doverosi ringraziamenti a Vanoli _ che per trovare un nuovo club potrà contare sui buoni uffici dell’ex Tottenham _ e il nome del nuovo allenatore.

E poi bisognerà migliorare la cultura calcistica, proprio la stessa che negli ultimi sette anni è stata declinata attraverso il paradigma della contraddizione: costruzioni edilizie imponenti, collage umani deludenti. Paratici vorrebbe riempire l’ampiezza del Viola Park con il senso compiuto della programmazione, logico che per far questo debbano essere scalzate alcune posizioni o rendite di potere che negli anni _ evidentemente _ non hanno funzionato. Non sarà semplicissimo. In ogni caso il messaggio di domenica (‘Ho comprato casa a Firenze, volete farmi cambiare città dopo tre mesi?’) è chiaro e va nella direzione di un lavoro da condividere all’interno del club nel quadro di un’analisi complessiva di tutti i fattori, perché per costruire qualcosa di solido non bastano solo i giocatori’. Chiari entrambi i concetti.

Capitolo squadra: a Torino abbiamo visto un bello spot d’orgoglio viola, una riserva di valore che diventa automatica quando si incontra la Juve. Qualcuno ha pensato: facile, eh, provare a ripulirsi la coscienza alla trentasettesima partita di un campionato ignobile. Fatto sta che vincere in quel modo in casa della Juve non era semplice, togliendosi fra l’altro la soddisfazione del clamoroso danno della (quasi) certa eliminazione bianconera dalla Champions League. Fiorentina concentrata come se la partita fosse decisiva e perfino Gud _ accusato molte volte di avere il sangue di un rettile _ è riuscito a far indiavolare Spalletti per un ‘comportamento antisportivo’.

Insomma, una Fiorentina che è piaciuta e nello stesso tempo ha fatto aumentare i rimpianti per com’è andata in una stagione inguardabile. Dato statistico: la vittoria esterna contro la Juve mancava dall’annata con la breve parentesi del Prandelli-bis in panchina e non è un caso, forse, che anche quelli siano stati nove mesi di pianto greco. E siccome a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca (cit) non è sfuggita una coincidenza: la Curva ha in sospeso due durissimi comunicati contro la proprietà e i vecchi dirigenti, insieme a iniziative per l’ultima partita di campionato contro l’Atalanta e stai a vedere, allora, che i nostri amici calciatori hanno cercato di ammorbidire lo sfogo dei tifosi viola… Sostenere la squadra nei momenti di difficoltà è stato un esercizio di grande pazienza, ma c’è un limite a tutto. La dimostrazione è che la Fiorentina è rientrata in treno dopo aver battuto la Juve e ha trovato il deserto assoluto alla stazione. Zero tifosi. Disinteresse. E sembra il minimo, nonostante lo 0-2 di Torino.