Ferrari: "Io e Paratici presto in America dai Commisso. La proprietà crede nel calcio femminile"
Conferenza stampa di fine stagione oggi al Viola Park. Presso il media center quest'oggi è andato in scena un incontro con il direttore generale della Fiorentina Alessandro Ferrari, il direttore sportivo della Fiorentina Femminile Simone Mazzoncini e il tecnico della prima squadra femminile Pablo Pinones-Arce. Un incontro per fare il punto sulla Fiorentina femminile, a conclusione di una stagione che ha visto Serverini e compagne concludere al quarto posto in campionato. Ecco le parole del direttore generale Ferrari: "La famiglia Commisso ha da sempre sposato l'idea e promuovere il calcio femminile quindi oggi era necessaroi fare un punto sulla stagione che abbiamo appena concluso. Abbiamo deciso a inizio anno di cambiare allenatore per puntare su un tecnico con esperienza internazionale che ci ha dato una grande mano nel settore giovanile. Sia il tecnico Pinones-Arce che il ds Mazzoncini hanno siglato un rinnovo di altri due anni. Il nostro obiettivo è quello di crescere e di mettersi in gioco, puntando molto sulla crescita del settore giovanile. Questo anno siamo arrivati quarti con molto rammarico per qualche punto perso e questo può essere un ottimo punto di partenza in vista della prossima stagione".
Che idea si è fatto del sistema calcio femminile?
"Il regolamento dice una cosa ma nella realtà dei fatti una mano concreta per far crescere il movimento non viene mai data. Io partecipo spesso a tante riunioni sul calcio femminile ma poi si fa poco per dare una mano alle società. Mi riferisco ai settori giovanili, alle strutture e alle scuole. I passaggi sono ancora tanti da fare. La differenza tra il calcio italiano ed europeo si vede tanto, forse meno in Nazionale. Sono tutti episodi, quelli dei progressi della Nazionale, che poi non aiutano a migliorare tutto il movimento. Abbiamo spinto tanto su questo movimento e spero anche che i media diano molto spazio a questo mondo".
Che tempi vi siete dati sulla scelta del tecnico della prima squadra maschile?
"Oggi parliamo solo della prima squadra femminile. Ci sarà tempo e modo di parlare di altri argomenti".
Cosa si può fare per migliorare il movimento femminile?
"Il rischio è che ogni società pensi a se stessa. Bisognerebbe trovare una linea comune: ci sono tre società della Serie A femminile che non appartengono alla società maschile, ovvero Como, Ternana e Napoli. E' un sistema che andrebbe rimesso in piedi".
Quanto dipende la squadra femminile dagli investimenti della famiglia Commisso e dagli introiti che arrivano dalla Federazione?
"Gli introiti tra diritti tv, sponsor e biglietteria non superano il milione di euro. Quando abbiamo fatto la Champions abbiamo introitato 200mila euro. Come spese varia, siamo intorno ai 6,2 di euro. Di fatto il passivo della società si aggira attorno ai 5 milioni l'anno ma è una cirfra che la proprietà è disposta a spendere perché la società tiene molto al calcio femminile. Ma dobbiamo in ogni caso porre freno a questa deriva".
Che decisione vorrebbe prendere a livello politico?
"Pensando al futuro, direi di concentrarci sull'importanza dele scuole. Come, ad esempoi, si potrebbe inserire il calcio femminile nel settore scolastico. Poi altri aspetti riguarderebbero le infrastrutture".
La famiglia Commisso tornerà presto a Firenze o ci dobbiamo "arrendere" a dei post sui social del presidente o messaggi filtrati dall'ufficio stampa?
"A noi farà piacere di rivedere presto qui la proprietà ma è stato un anno complicato. C'è una grande azienda in America che i Commisso devono seguire ma a fine campionato io e Fabio Paratici andremo in America per fare il punto della situazione con Giuseppe e Catherine. Loro in ogni caso sono molto molto presenti: sono informati e leggono tutto. Ma credo che ormai ci si debba abituare a delle proprietà che lasciano a un gruppo di fiducia la gestione giornaliera, seguendo i loro input da lontano. Mi riferisco a Milan e Roma, per esempio. Ci sono molte società che si dividono in situazioni del genere. Tutti noi vorremo riabbracciare al più presto i Commisso ma è chiaro perché ancora non siano tornati".
Perché dovrete andare in America lei e Paratici?
"Con la famiglia Commisso abbiamo parlato di calcio femminile sia per i rinnovi di contratto sia per i budget di mercato. Io e Fabio andremo lì perché abbiamo dei ruoli ben precisi".






