Viviano: "In panchina serve coraggio, tipo Aquilani. Gestione del mercato sbagliata per molti anni"
Intervenuto come ogni mercoledì su Radio FirenzeViola nella trasmissione "Uno di noi", l'ex portiere oggi opinionista Emiliano Viviano ha parlato della vittoria contro la Juventus e non solo: "Da una parte mi ha fatto piacere che non è stata cosi sentita la partita contro la Juventus, non siamo contenti della stagione perché vogliamo crescere. Ho avuto la possibilità di conoscere Spalletti e riguardo allo screzio con Gudmundsson dico che poteva evitare di fare quella scenata essendo una persona adulta e nelle dichiarazioni perde lucidità anche se lo reputo un buon allenatore".
Vanoli verrà confermato? "Come ho già detto, quando tu vuoi mandare via un allenatore basta cambiare, accetteresti quasi qualsiasi cosa come nel caso di Pioli. Vanoli ha fatto un grande lavoro ma il mercato offre delle offerte che reputo migliori di Vanoli. Se si dovesse ripartite da Vanoli sarei curioso del suo lavoro dall'inizio e sarei anche abbastanza positivo ma sono convinto che con Paratici si potrebbe prendere un allenatore migliore".
Cosa ne pensa di Iraola e Aquilani? "Iraola mi piace, l'unica mia paura di lui è la comunicazione però è un allenatore sicuramente preparato. Fa un calcio moderno, verticale non una roba di possesso, è un nome che mi piacerebbe tantissimo. Aquilani magari! E' forte, è preparato e conosce la piazza di Firenze, lo prenderei subito. Ci vuole un po' di coraggio, ha giocato qui, amante del pallone, è un allenatore cresciuto da noi e sarebbe bellissimo. Riceverebbe molto più appoggio rispetto ad altri, anche da parte della piazza".
Come mai in Inghilterra vanno al triplo della velocità? "E' una leggenda metropolitana, il punto è se te giochi contro la Cremonese di Nicola non corri, quando invece due squadre giocano a viso aperto tipo Como contro Inter hai più spazio per correre, è solo un questione di disposizione tattica perché se ti abbassi non puoi correre. Se tu giochi contto il Psg ti devi adattare ad andare ad attaccargli gli spazi oppure ti schiacciano".
Sulle scelte da fare da parte della Fiorentina: "Sarà importante capire cosa fare con alcuni giocatori, ce ne sono pochi che possono garantirti un'entrata sul mercato, i due che mi vengono in mente sono Dodo e Kean. Io a livello tecnico non mi priverei mai del brasiliano, è uno che se collega il cervello ha un livello altissimo che c'entra poco con la Fiorentina. Poi ci sarà da capire cosa succederà con l'allenatore, ho sentito dei nomi che mi hanno fatto venire la pelle d'oca. Allegri? Beh, come dirlo....mettiamola così: credo che in questo momento la Fiorentina non sia pronta per un allenatore come Allegri".
Sulla gestione societaria degli ultimi anni: "Non sono un critico della gestione Commisso, ma se avessi oggi la possibilità di parlare con chi comanda, gli direi che dopo tanti anni, una volta visti i bilanci e messi a confronto con squadre tipo Atalanta o Napoli, dovrebbero spiegarmi perché i risultati sono così diversi. Avrei chiesto conto della gestione dei manager. Poi se sono più bravi e tu arrivi 4-5 volte nell'Europa che conta mentre loro vincono, li applaudi ma la Fiorentina è arrivata in Conference, che non è la stessa cosa. Se io che non capisco niente di basket, compro una squadra di basket perché sono appassionato e non sono un esperto, metto i soldi, dopo due otre anni chiedo conto ai dirigenti della gestione e mi chiedo perché non sono arrivati i risultati e a quel punto di caccio via, chiunque tu sia. Stesso discorso vale per i Friedkin a Roma: hanno speso l'ira di Dio e non sono mai andati in Champions. Hanno fatto peggio della Fiorentina secondo me".
Sulle responsabilità dei risultati degli ultimi anni: "Il calcio e lo sport sono gli unici settori al mondo dove chiunque pensa di saperne qualcosa. Ferrari ha una posizione di potere, vede partite da tutta una vita e allora pensa di saperne e invece non ne capisce niente. Questo perché non è il suo lavoro e fa altro. La colpa non è di Ferrari è di chi da sopra gli ha permesso di prendere decisioni tecniche perché lui di lavoro dovrebbe fare altro. Però purtroppo il calcio è così: uno che lavora alle poste può permettersi di dire a me che ho centinaia di presenze tra i professionisti che non capisco un cazzo. Solo nel calcio può succedere questo".
Sulla filosofia del mercato e su Pradè: "La Fiorentina potrebbe essere a un livello dove un acquisto come quello di Piccoli non pesa. Il problema è che la Fiorentina negli anni non è stata capace di creare la base per sbagliare determinati acquisti, come Richardson per dire. La Fiorentina la prossima estate dovrà acquistare 5-6 giocatori sicuri, che giochino titolari. Io non ce l'ho con Pradè, che per me è un ottimo dirigente. Doveva essere affiancato da qualcuno all'altezza. La piazza di Firenze va gestita e Pradè la conosceva la piazza. Non è diventato rincoglionito tutto insieme, quando c'ero io lo aiutava Macia, che stava dietro alla parte tecnica lasciando gestire altro a Pradè. Però lui si è preso delle responsabilità ed è andato via.






