Grosso in viola, mancano accordi sullo staff. Serve tempo, Vanoli rimane sullo sfondo
C'è da aspettare ancora un po' per arrivare alla fumata bianca che porterà Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina. Lo ribadisce stamani il Corriere dello Sport-Stadio, facendo il punto sulla trattativa. Il Sassuolo libera l'allenatore cancellando l’anno residuo di contratto ancora in essere, cosa fattibile e già impostata, mentre la Fiorentina e Grosso devono accordarsi sulla composizione dello staff, sul progetto-mercato e su varie ed eventuali. Partendo dallo staff tecnico, una parte di quello che Grosso ha avuto a Sassuolo e che vorrebbe trasferire a Firenze è del Sassuolo, così come la Fiorentina ne ha uno suo composto da tre-quattro professionisti di ruolo che tramanda di allenatore in allenatore. E al Viola Park di scombinare il rapporto spendendo soldi non ne vogliono nemmeno sapere. Quanto al progetto-mercato, è in mano a Paratici e alla società e Grosso si allineerà, mentre su durata ed entità del contratto (due anni a 1,2 milioni con opzione per il terzo) non ci sono mai stati problemi.
La questione è da definire entro e non oltre l'8 giugno, giorno in cui Paratici e Ferrari voleranno negli Stati Uniti dalla presidenza Commisso per imbastire il futuro del club. In tutto ciò, ieri è scaduto il termine dell’opzione a favore alla Fiorentina di allungare il contratto di Vanoli per un’altra stagione. A salvezza raggiunta, nei pensieri di Ferrari, Paratici e del club c’è entrato subito per una linea di continuità che sarebbe stata logica nel merito, ma lì è rimasto per far posto altrettanto velocemente a Grosso e nel mezzo - tentativi più o meno estemporanei - a un paio di ipotesi alternative provate e abbandonate in un amen: fino a ieri, fino alla scadenza della clausola, anche se l’ex Torino di fatto resta l’allenatore viola con termine 30 giugno, e soprattutto non si annulla la possibilità che se con Grosso non se ne fa poi più nulla, proprio Vanoli sarebbe il candidato principale alla panchina viola: nuovo contratto biennale e via. Semmai, se da oggi avrà una proposta concreta da una società interessata (un paio ci sono, a maggior ragione dopo l’ottimo lavoro a Firenze), dovrà essere lui a chiedere alla Fiorentina di liberarlo per cominciare un’altra strada da un’altra parte.






