Il ritorno del Vikingo: Beltran non ha convinto neanche a Valencia, cosa fare con lui?
C'era un periodo in cui sembrava impossibile giocare a calcio senza Lucas Beltran. Qualcuno se lo ricorderà: era il nuovo che avanzava, il brivido sulla schiena dei tifosi viola in una calda serata d'estate del lontano 2024, lui aveva la numero nove, arrivava dall'Argentina e questo bastava per accendere le fantasie bagnate del popolo viola. Poi il tempo è passato e si è portato via le illusioni: innamoramento e disinnamoramento accaduto anche qualche chilometro più a ovest, a Valencia. Trenta presenze e tre reti in Spagna. Anche laggiù, A Valencia, hanno imparato a conoscere un 'falso nueve' ma inteso come un attaccante che pare più utile quando c'è da difendere che quando c'è da offendere. E lo rispediranno indietro senza troppi rimpianti.
Il solito Lucas
Anche a Valencia il tifo si è diviso:c'è chi ne apprezza l'attitudine e il sacrificio senza palla, chi, in una città che ha visto tre dei 'nove' più forti dell'ultimo ventenni di calcio spagnolo (Fernando Morientes, David Villa, Alvaro Negredo) si aspetta ben altro impatto quando il pallone scotta in area. I numeri offensivi del Vichingo sono quelli di un buon centrocampista, appunto 3 reti e 3 assist. Cifre grame, che ci riportano a quanto detto a settembre dall'allora Ds viola Daniele Pradè a proposito della sua cessione in prestito: "Tifiamo per Lucas, anche perché a ogni rete fatta incasseremo qualcosa", bonus legati alle marcature. Se poco ci dà poco, la Fiorentina incasserà davvero poco da questa operazione.
Futuro
Lucas ha lanciato messaggi alle società, al plurale perché lui rimane di proprietà della Fiorentina ed è in prestito secco, ha ricordato il suo 'vecchio' club ringraziando i gigliati per il messaggio di auguri ("Vi voglio tanto bene" ha scritto su Instagram) ma riguardo all'esperienza coi Blanquinegres ha detto "Dipendesse da me resterei qui", inteso in Spagna. L'impressione è che, dipendesse dalla Fiorentina pure. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo l'incubo della minusvalenza: arrivato ad agosto 2024 per una cifra attorno ai 20 milioni (era più alta ma i bonus, sempre loro, non sono scattati) il classe 2001 aveva firmato un quadriennale (scadenza quindi giugno 2028), per evitare di rimetterci la Viola dovrebbe chiedere circa 11-12 milioni per la cessione definitiva. Il Valencia però non si siederà al tavolo e lascerà la mano prima di iniziare a giocare, non c'è opzione per un rinnovo di prestito o altro e quindi il classe 2001 busserà al Viola Park a inizio luglio, salvo sorprese nelle prossime settimane. Il Vichingo non ha convinto nessuno in Europa, e quindi occhio nuovamente alla pista sudamericana, e in particolare argentina, col River che la scorsa estate provò a riportarlo a casa.






