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Parole cui dar seguito con i fatti, perché credere nella Fiorentina oggi non è sempliceTUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:00Copertina
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

Parole cui dar seguito con i fatti, perché credere nella Fiorentina oggi non è semplice

Il commento all'intervento del presidente della Fiorentina Giuseppe B. Commisso

Non una domanda, come da prassi, ma un lungo monologo. Certo, l'intervento del presidente Commisso dà una prima direzione dopo giorni di silenzio seguiti a una stagione orribile, e certo, nelle sue parole risuona il ringraziamento a un pubblico che prima di contestare ha pensato al campo e al sostegno nei confronti della squadra, ma ancora una volta nel mondo viola il concetto di scuse per una serie infinita di errori resta soltanto teorico, al pari di responsabilità che non vengono mai tirate in balle al contrario dei meriti riconosciuti un po' a tutti per aver centrato la salvezza. E invece non sarebbero guastate sonore scuse in altri termini, fosse solo per alimentare un'empatia difficile da rinvenire tra i tanti commenti di sfiducia apparsi in fretta sotto il video pubblicato dalla Fiorentina, seppure le parole riferite dal presidente siano indirizzate al futuro e non al recente passato ricco di amarezze. D'altronde se al momento la maggior parte delle speranze sono riposte nell'ultimo dirigente arrivato, e non in altre figure, un motivo dovrà pur esserci.

Uno strappo da ricucire

Nel suo intervento Commisso sottolinea proprio il modo in cui i tifosi hanno saputo restare vicino a un gruppo in difficoltà, ma francamente è una ricostruzione che non porta novità. Che la piazza fosse passionale e attaccata è stato dimostrato nel tempo e con i fatti, sarebbe semmai da interrogarsi come mai questa passione è stata tenuta in disparte, come mai non sia stata alimentata, e ancora perché tra la dirigenza presente in città e la gente che vive di Fiorentina si sia creato un solco importante testimoniato dall'intervento (legittimo) dei 152 club dell'ACCVC. Commisso parla di un “amore da parte dei tifosi che non può essere decorazione”, eppure sembra proprio che venga gestito così, tanto più quando la Fiorentina torna a rivendicare qualche passo in avanti evitando di commentare, o spiegare, il perchè di quelli (tanti) indietro che - per esempio - hanno reso le ultime 2 partecipazioni alla Conference League sempre più deludenti.

La terza salvezza in 7 anni di gestione

Perchè al di là delle rassicurazioni, generiche, sul futuro e su un modo di pensare in grande che Commisso rilancia, restano sul tavolo 3 stagioni sulle complessive 7 in cui quella salvezza “che non può essere l'obiettivo della Fiorentina” lo è diventata in fretta. Lo stesso Viola Park considerato volano per la crescita è oggi più un rifugio inarrivabile che non la casa dei tifosi viola, ed è poi sul distacco che molti tifosi hanno vissuto abbandonando lo stadio che serve intervenire. Perchè se è vero che “i tifosi hanno ricordato a tutti cos'è la Fiorentina” è altrettanto vero che col passare delle settimane in pochi a Bagno a Ripoli hanno assimilato la lezione portando avanti una linea di gestione (e comunicazione) che non è mai sostanzialmente cambiata.

Parole cui dar seguito con i fatti

Insomma c'è da augurarsi che al di là di parole riferite dagli Stati Uniti al momento del confronto con la dirigenza si vada molto più sul concreto, più o meno su tutti gli aspetti della ripartenza visto che anche l'argomento relativo ai giovani oggi si scontra con una gestione che deve essere migliorata. Buone intenzioni da cui ripartire, insomma, e un intervento volto a rasserenare un ambiente al momento privo di indicazioni chiare, parole che indubbiamente servivano. Ma cui far seguire in fretta fatti concreti e scelte trasparenti, perché all'alba dell'ottavo anno di gestione americana credere ancora nella Fiorentina, come chiede il presidente Commisso, è esercizio tutt'altro che semplice.