Croci d’oro: l’Europa ai suoi piedi. La Fiorentina si gode il suo gioiello e studia il percorso migliore
L’ultimo capolavoro porta la data di ieri sera. Federico Croci è diventato campione d’Europa con l’Italia Under-17, confermando di essere uno dei prospetti più interessanti del calcio giovanile italiano. Un traguardo che assume ancora più valore se si considera che l'attaccante viola è un classe 2010 e ha affrontato l'intera competizione da sotto età. Per lui cinque presenze e un gol pesantissimo, quello segnato su rigore nella semifinale contro la Spagna, prima dell'atto conclusivo che ha consegnato agli Azzurrini il titolo. Un successo che non è passato inosservato nemmeno in casa Fiorentina, con il presidente Giuseppe Commisso che attraverso i social ha voluto celebrare il talento cresciuto al Viola Park e ormai considerato uno dei fiori all'occhiello dell'intero settore giovanile.
Da Bibbiena al Viola Park: la nascita di "Scarpa d'Oro"
Nato a Bibbiena il 1° luglio 2010, Croci ha iniziato a giocare a calcio a soli quattro anni nel Subbiano. Dopo una breve esperienza al Montevarchi, vissuta già sotto età insieme ai ragazzi del 2009, è arrivata la chiamata della Fiorentina, club nel quale è esploso definitivamente. L'attaccante aretino vive ormai da anni al Viola Park, dividendosi tra scuola, convitto e allenamenti. Una routine fatta di sacrifici e dedizione che lo ha portato a diventare uno dei prospetti più chiacchierati del panorama nazionale. Nei corridoi del centro sportivo viola da tempo gli hanno affibbiato un soprannome eloquente: "Scarpa d'Oro". Il motivo è semplice. Nella stagione 2023-24 ha chiuso con numeri da videogame: 55 gol e 34 assist, una media vicina alle due reti a partita che ha attirato l'attenzione degli addetti ai lavori di tutta Italia.
Viareggio Cup, Primavera e quattro categorie in una stagione
L'Europeo rappresenta soltanto l'ultimo tassello di un'annata da predestinato. Pochi mesi fa Croci era stato infatti il grande protagonista della Viareggio Cup, decidendo la finale contro il Rijeka con una doppietta che ha riportato il trofeo a Firenze dopo oltre trent'anni. Rapido e letale negli ultimi metri, preferisce partire dall'esterno ma può agire anche da trequartista o da punta. Il suo idolo dichiarato è Neymar, un modello che ha studiato e osservato fin da bambino. Intanto, però, continua a costruire una strada tutta sua. Nell'ultima stagione ha compiuto un percorso impressionante, arrivando a giocare in addirittura quattro categorie diverse: ha iniziato in Under-16, che sarebbe la sua categoria naturale, è salito in Under-17, si è messo in mostra in Under-18 e ha persino debuttato con la Primavera di Daniele Galloppa.
La prossima sfida: crescere senza bruciare le tappe
Proprio questa crescita vertiginosa impone ora una riflessione. La sensazione è che la Fiorentina, anche su espressa richiesta del ragazzo, voglia individuare per la prossima stagione una categoria di riferimento stabile, evitando il continuo salto tra gruppi diversi che ha caratterizzato l'ultimo anno. L'Under-18 sembra la soluzione più probabile per permettergli di giocare con continuità e valorizzare fino in fondo un potenziale che appare fuori dal comune ma occhio già al grande salto in Primavera. Perché a Firenze nessuno vuole avere fretta. Croci resta un ragazzo di appena 15 anni, ma il talento è sotto gli occhi di tutti. E al Viola Park, da quest'estate, ci sarà anche Fabio Grosso, un tecnico che ha sempre dimostrato particolare sensibilità nel lavoro con i giovani. Un motivo in più per pensare che il percorso del nuovo campione d'Europa sarà seguito con attenzione quasi maniacale.


