Kean vuole restare e la Fiorentina non potrebbe trovare nessuno migliore di lui: il matrimonio deve andare avanti per il bene di tutti. Antognoni diserta il centenario? Ci perderebbe solo la storia del club, non sarebbe uno smacco alla proprietà
Siamo tutti in attesa. In attesa di una conferenza stampa che non farà prigionieri, quella di domani, giovedì 18 giugno, che vedrà come protagonisti Fabio Paratici e Alessandro Ferrari. Magari non diranno tutto ciò che è stato detto e deciso negli Stati Uniti, nel confronto con Giuseppe Commisso, ma davanti a telecamere e microfoni accesi non potranno neanche nascondersi più di tanto e le parole avranno un peso specifico importantissimo. Magari verrà affrontato anche l'argomento relativo al futuro di Moise Kean. Nelle prossime ore, probabilmente già oggi, la dirigenza della Fiorentina incontrerà Alessandro Lucci, agente del classe 2000 (oltre che di Roberto Piccoli, e si parlerà anche di lui), e verranno messe su tavolo tutte le idee per la stagione che verrà.
La volontà di Kean e della Fiorentina
La cosa positiva, per entrambe le parti, è che le volontà sono molto simili. Moise Kean vuole restare alla Fiorentina e la Fiorentina vuole trattenere Moise Kean. Proprio per questo motivo le cose non dovrebbero essere difficili da sistemare, sempre che ci sia davvero qualcosa da sistemare, visto che il contratto del calciatore è stato rinnovato lo scorso anno e non dovrà essere ridiscusso. Di sicuro sarà giusto parlarsi, per mettere i puntini sulle i e per ripartire dopo un finale di stagione con poche certezze e tante chiacchiere, ma per la Fiorentina deve essere chiara anche un'altra cosa: nessuno paghjerà mai i 62 milioni di clausola presente nel contratto di Kean e se dovesse essere ceduto i soldi incassati dal club sarebbero molti meno. Ecco, con quei milioni, a prescindere da quanti sarebbero, sarebbe impossibile trovare qualcuno migliore di lui, anche perché, a differenza degli ultimi anni, quest'anno la Fiorentina non ha neanche da "offrire" il palcoscenico europeo.
Antognoni e il centenario: ci perderebbe la storia della Fiorentina, non la proprietà
Non c'è comunque soltanto il mercato ad agitare le giornate della Fiorentina. Nelle ultime ore hanno fatto molto rumore, e non potrebbe essere altrimenti, le parole di Giancarlo Antognoni. L'ex capitano e bandiera viola ha dichiarato la sua posizione sulla possibilità di partecipare alla festa del centenario della società: "Cinque anni fa volevano demansionarmi e non l'ho accettato. La mia dignità non ha prezzo: da quel momento non vado più allo stadio e i rapporti col club sono nulli. Ora c'è il centenario, mi hanno invitato, ma non credo che andrò". Parole dure, che ci posso stare, ci mancherebbe, ma alla fine a rimetterci sarebbe la proprietà? Sarebbero coloro che volevano demansionarlo? La risposta è no. A rimetterci sarebbe la Fiorentina e la sua storia, che non può festeggiare i suoi primi 100 anni di vita senza una delle stelle più luminose della storia del club. Antognoni ci pensi bene, perché magari tra pochi anni nessuno parlerà più della famiglia Commisso e di ciò che hanno fatto alla Fiorentina, ma la Fiorentina resterà sempre lì, nel solito posto di sempre. E non aver partecipato al centenario per una ripicca contro qualcuno che conterà sempre meno dei tifosi e della maglia viola potrebbe essere un rimpianto.


