Il prezzo del passato
Una sorta di tempesta, esplosa sul pianeta viola a ridosso di un momento atteso come la conferenza stampa in programma stamani al Viola Park. La vicenda Antognoni si prende il palcoscenico poco prima che Ferrari e Paratici illustrino le strategie studiate negli States per l’immediato futuro, e prima ancora di osservare le divisioni tipiche della piazza è il problema in sé a riportare d’attualità il delicato rapporto tra club e bandiere.
Botta e risposta a distanza
La vicenda è nota, e i protagonisti hanno anche già detto la loro. Lo ha fatto prima di tutti Antognoni, gli ha risposto il dg Ferrari nella giornata ieri. In una storia in cui gioco forza entra anche l’emotività gioverà ricordare anche il modo in cui le strade di Antognoni e la Fiorentina si sono separate, quanto meno per darsi una spiegazione sul perché di determinate posizioni. Insomma senza voler entrare nel merito vien da pensare che un invito più strutturato di una semplice mail avrebbe favorito un altro tipo di confronto.
Oneri e onori presidenziali
Insomma nel momento in cui si tira in ballo storia e passato di un club che s’avvia a spengere ben 100 candeline sarebbe giusto tenere bene a mente non solo come e quanto, a quella storia, hanno partecipato quegli stessi ex che oggi la Fiorentina contatta per organizzare le celebrazioni, ma pure come sono stati gestiti i rapporti (con loro ma non solo) negli anni. Perchè infondo la polemica odierna, almeno nel caso di Antognoni, è figlia di una separazione che anni fa risultò traumatica, e prima ancora di tirare in ballo un invito per il centenario sarebbe stato preferibile provare a ricostruire un rapporto, magari a partire dalla figura presidenziale di Joseph Commisso inevitabilmente chiamato a gestire sì gli onori del vertice, ma pure gli oneri.
Gli altri ex
D’altronde ancora ieri, sull’argomento, non sono mancati interventi come quello di Luca Toni che aprono ferite evidentemente ancora aperte. Nel rapporto con gli ex viola questa proprietà, in passato, ha portato avanti una linea se non proprio di rottura con il passato quanto meno di una certa autonomia, e allora forse anche in questo caso non c’è da stupirsi se qualcuno degli invitati, di fronte a una mail arrivata dopo lunghi periodi di silenzio e distanza (quanti dei prossimi invitati al centenario hanno ricevuto stesso invito per vedere il Viola Park, o erano tra gli invitati per la sua inaugurazione?) fosse rimasto perplesso. Chissà che invece non possa esser proprio la diplomazia esterna al club a poter intervenire per evitare un centenario che senza L'Unico 10 non potrebbe essere tale.


