Alessandro Moggi fa le carte alla Viola: "Paratici garanzia assoluta. Se il club è ambizioso, Kean non partirà. Viery un colpo"
Presente a Poveromo, in zona Forte dei Marmi (LU), nell’ambito una cena benefica organizzata in favore del Meyer, il noto agente Alessandro Moggi ha parlato così alla stampa presente, tra cui Radio FirenzeViola:
Come vede la nuova Fiorentina di Fabio Paratici e Fabio Grosso?
«Fabio Paratici è una garanzia assoluta, quindi vedo molto bene la Fiorentina. Senza nulla togliere al passato, perché anche Daniele Pradè, al di là del risultato purtroppo ottenuto nell'ultima stagione, ha dimostrato negli anni di essere un grande direttore. Poi è chiaro che, come tutte le cose, i cicli iniziano e finiscono: si passa da un grande direttore a un altro grande direttore. Secondo me è stata una scelta molto valida da parte della proprietà e questo rappresenta una grande garanzia. Anche Grosso ha fatto benissimo nella scorsa stagione, è uno degli allenatori emergenti e ci sono tutte le premesse per fare molto bene».
Per un club abituato a giocare le coppe europee, ripartire senza competizioni internazionali può essere più un handicap o un'opportunità?
«Secondo me può essere anche un'opportunità. Come dicevo prima, alla fine di qualsiasi ciclo o comunque dopo stagioni complicate, la possibilità di resettare e ripartire da zero può aiutare. È chiaro che non deve far parte della normalità di un club come la Fiorentina, che per la piazza e per la sua tradizione deve sempre lottare per qualificarsi alle competizioni europee. Però, come accade anche alle grandi squadre, ci possono essere stagioni difficili e bisogna approfittare del fatto di giocare soltanto la domenica, perché questo può aiutare sensibilmente».
Si aspetta un mercato che rivoluzioni la squadra, anche considerando l'impronta di Paratici?
«Mi aspetto dei cambiamenti, senza dubbio. La Fiorentina ha tanti giocatori di valore e quindi ci sarà molto lavoro da fare. Il mercato dura fino alla fine di agosto e c'è tutto il tempo per intervenire. In questi due mesi vedremo quali saranno le necessità della Fiorentina, ma mi sembra che anche in questo caso si sia partiti bene con l'acquisto di un ottimo giocatore».
Come si spiega la scorsa stagione della Fiorentina?
«Non me la spiego. La Fiorentina era una buona squadra. A volte ci sono stagioni in cui, inspiegabilmente, non si riescono a ottenere i risultati e questo può dipendere anche dal caso. Ci sono situazioni che magari non si incastrano nel modo giusto, ma certamente non era una squadra che dovesse soffrire così tanto come ha fatto nel girone d'andata. Tant'è che nel girone di ritorno ha sostanzialmente ripreso un cammino più in linea con il proprio valore. Sono cose che possono capitare. I giocatori, secondo me, sono buoni e restano buoni. Qualche cambiamento ci sarà, come dicevamo, ma non credo sia necessaria una rivoluzione. Piuttosto serve una selezione, che è una cosa diversa, per poi migliorare la rosa con inserimenti adeguati».
Ha parlato di un buon acquisto. Che giudizio dà su Viery?
«Io non descrivo tecnicamente i calciatori perché non faccio né l'allenatore né lo scout. Mi riferisco al fatto che, conoscendolo, è un ottimo calciatore e quindi, da un punto di vista del mercato, la Fiorentina ha fatto senza dubbio un ottimo acquisto, anche in prospettiva. Credo che questa sia una buona base di partenza per un mercato sicuramente molto interessante. D'altra parte anche i nomi che si leggono in questi giorni lo testimoniano».
C'è qualche giocatore della Fiorentina che considera sul mercato in uscita?
«Dipende. Se la Fiorentina è ambiziosa, i giocatori più importanti, come Kean, probabilmente non sono in uscita. Poi è evidente che io vengo da una scuola secondo la quale tutti i giocatori sono in vendita, naturalmente a fronte di condizioni economiche vantaggiose. Tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. Quello che va privilegiato è sempre l'aspetto di squadra, prima di quello individuale».
Quale sarà la sfida più difficile per Fabio Paratici in questa sessione di mercato?
«Credo che la sfida principale sarà fare una selezione dei giocatori che possono essere strategici per il progetto tecnico di Fabio Grosso e, successivamente, gestire l'uscita di quelli che non lo sono. È un lavoro complesso perché il mercato, almeno fino a questo momento, non ha ancora fatto registrare numeri particolarmente significativi in termini di trasferimenti. Proprio per questo dicevo che ci sono ancora due mesi di mercato e in questo periodo ci sarà senza dubbio tanto lavoro da fare per Fabio Paratici».


