Aspettando gli esterni, prosegue la partita a scacchi di Paratici tra smentite e nuove idee
Se la fretta è cattiva consigliera il reparto in questione merita la massima attenzione, e anche le più approfondite riflessioni visto quanto gli esterni possano fare la differenza nel 4-3-3 di Grosso. E allora forse anche per questo, a dispetto degli auspici del tecnico, c’è da aspettarsi una partita a scacchi portata avanti da Paratici, tra smentite, contatti e prospettive tenute ben nascoste.
Koleosho in sospeso
In principio è stato Koleosho il nome più gettonato per cominciare a ristrutturare le corsie esterne salvo ritrovarsi nel bel mezzo di un limbo alimentato dal Burnley. Nemmeno i francesi del Paris FC, disposti a metter sul piatto qualche milione in più rispetto ai 10 offerti dai viola, sono ad oggi riusciti a convincere il club inglese, con la conseguenza che l’Under 21 possa restare nel mirino dei viola ma pure che la sua trattativa si riveli molto più lunga del previsto.
Smentite su Bakayoko e Soulè
Anche per questo pareva che la Fiorentina potesse virare con forza su un altro profilo come Bakayoko, ma nel caso del belga sarebbero state direttamente le pretese del Lipsia a frenare Paratici. Richieste considerate così alte da mettere in dubbio la reale intenzione del club tedesco di cedere l’esterno, e che comunque la sia veda hanno spinto la Fiorentina a tornare nell’ombra esattamente come avvenuto nel caso di Soulè. Dopo qualche contatto con l’entourage dal Viola Park sono filtrati soprattutto dubbi, e anche l’argentino è finito sullo sfondo di molti altri nomi rimasti in sospeso.
Nomi a sorpresa
Si spiega anche così la sensazione diffusa che la società viola possa finire su nomi non ancora usciti, o su situazioni non ancora chiuse come quella che riguarderebbe il bosniaco Alajbegovic non ancora prossimo sposo dell'Atalanta, anche perché tra le indicazioni arrivate nelle ultime ore c’è proprio la volontà di assicurare a Grosso un esterno di ruolo il prima possibile. Per cominciare a lavorare in profondità su un modulo dove Gudmundsson e Fortini, ad oggi, sono gli unici adattabili, e soprattutto per avviare la ricostruzione di un reparto offensivo ancora intatto dopo i colpi che hanno riguardato prima la difesa e poi il centrocampo.


