Ancora Atta: "Ho rivisto tantissime volte il rigore di Grosso contro la Francia"
Nel corso dell'intervista al Corriere dello Sport, Arthur Atta spazia tra campo, ricordi d'infanzia ma anche un commento sul recente Mondiale e sui compagni. Da francese, un giudizio su quanto fatto dalla Nazionale di Deschamps: «Non si può buttare tutto, perché uscire in semifinale non è un risultato pessimo. All’inizio pensavo: con le individualità che abbiamo, vinciamo noi. E invece ha vinto il calcio che diverte della Spagna. Che è stata più forte, che è stata squadra dal portiere al più avanzato degli attaccanti in una recita in sincrono riuscitissima. Successo meritato e complimenti a loro».
Chiuso il lunghissimo corso Deschamps, sta per iniziare quello targato Zidane.
«Sì, essere chiamato in nazionale è uno dei miei obiettivi. A proposito di Mondiali, io in campo vivo di emozioni e il destino ha voluto che adesso sia allenato da Grosso che ha vissuto quella più grande possibile per un calciatore: segnando il rigore decisivo per dare la vittoria del Mondiale al proprio Paese. Ero troppo piccolo per ricordarmi quella partita, ma quei rigori li ho visti e rivisti: che personalità e che carattere il nostro tecnico».
Definiamo tre compagni che sta imparando a conoscere da vicino: De Gea?
«La professionalità».
Fagioli?
«La classe».
Kean?
«La fame di gol unita a tanta qualità».
Ah, una cosa che non ha mai detto pubblicamente e che si può raccontare perché non è un segreto?
«Ho paura dei cani. E anche dei gatti»


