Grosso ha la fiducia della società ma non è illimitata. Ecco una prima dead-line
Avanti con Grosso, ma adagio. È questo ciò che emerge all'indomani dell'ennesima sconfitta della Fiorentina nel 2026, stavolta contro il Torino al Franchi in una partita che ha mostrato tutti i limiti e le lacune di una squadra sgangherata, che cade sotto la pressione di una piazza che aveva per la seconda stagione di seguito aspettative altissime già crollate a inizio settembre. Ci sono pochissimi aspetti da cui ripartire nella gara di ieri, il gol di Pellegrino forse, ma poco altro. Perché esattamente come contro Roma e Frosinone, la Fiorentina è in balia delle squadre avversarie. E il calendario ora si fa perfino più ostico di quanto non lo sia stato finora.
Il focus su Grosso: rischia la panchina?
Dalla Fiorentina non emerge nessuna volontà di cambiare la guida tecnica dopo appena tre partite e dopo aver puntato molto su Fabio Grosso, ma è inevitabile che un pomeriggio come quello di ieri al Franchi apra uno squarcio sulla posizione del tecnico Campione del Mondo. Un profilo che non ha mai entusiasmato la piazza e che con le prime uscite non ha mostrato nulla a cui aggrapparsi. Anche per questo, nonostante la fiducia ribadita informalmente, la società non ha voluto fare passi in avanti mostrandosi compatta dietro al tecnico. Né Paratici né tantomeno Ferrari ieri hanno voluto parlare e questo è un segnale che non può essere ignorato.
Fiducia a tempo
Siamo dunque già alla fiducia a tempo. Nel mirino c'è la sosta del campionato tra un paio di settimane:il Venezia e il Napoli in campionato, il Pisa in Coppa Italia. Grosso ha queste tre partite per far vedere di meritare la fiducia e il compito non è affatto semplice. Ma d'altra parte, dopo una curva che ti canta "salta la panchina" alla tua terza partita, che la situazione per l'allenatore ex Sassuolo non sia semplice è sotto gli occhi di tutti.


