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La credibilità intaccata di Paratici e il rischio Vanoli cavallo di ritorno: la Fiorentina è sempre pulp. L’avviso della Curva dopo l’annata ignobile. E’ vietato (per tutti) scherzare con il fuocoTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

La credibilità intaccata di Paratici e il rischio Vanoli cavallo di ritorno: la Fiorentina è sempre pulp. L’avviso della Curva dopo l’annata ignobile. E’ vietato (per tutti) scherzare con il fuoco

Avevo chiesto a Paratici di metterci la faccia, lui è andato oltre, ha appoggiato sul piatto anche parte della sua credibilità. Guardate che con Grosso è successa una cosa clamorosa e il ritorno di Vanoli conferma l’abbaglio e lo stupore per una musata imprevista, sperando che il ricorso a un usato sicuro _ scartato poche settimane fa _ possa riportare equilibrio dopo un’estate da congresso mondiale del diserbante dentro lo spogliatoio. Siamo rientrati di nuovo nel genere pulp, quando credevamo di essercene liberati. Schizzi di sangue viola sui muri.

Il disastro

Cosa ci sia in questi anni di sbagliato dentro la Fiorentina lo scopriremo un giorno, magari attraverso un’indagine archeologica fatta con il Carbonio 14. Un sonoro ‘che fa buca qui?’ potrebbe intanto rendere l’idea. Vado oltre per non infierire, vogliamoci bene. Comunque per ora la Fiorentina ha zero punti e si ritrova un nuovo allenatore che era anche quello vecchio, prima non considerato all’altezza per un nuovo ciclo e ora evidentemente sì. Un errore di calcolo clamoroso. E non tanto per aver sottovalutato i meriti di Vanoli (sempre tante grazie), ma per i dubbi sulle potenzialità che già avevano determinato lo strappo. Oggi improvvisamente viene tutto cancellato e devo confessare che io invece conservo alcune perplessità anche per i rapporti che si erano incrinati. I cavalli di ritorno poi, mah, ci sono un pregresso e situazioni sedimentate pronte a riapparire alla minima difficoltà. Mi astengo sul gioco, perché finalmente Vanoli avrà a disposizione gli esterni di attacco, addirittura 3 più Mastantuono. Una sciccheria rispetto al passato.

Grosso-Paratici

Neanche 100 anni di vita hanno comunque riportato equilibrio e programmazione quieta dentro la Fiorentina. Va almeno riconosciuto il pregio dell’operatività di fronte a una situazione allucinante, meglio intervenire subito dunque, attraverso quello che sembra un gigantesco ‘mea culpa’ da parte di Paratici.  Ammesso che ci interessi davvero, scopriremo un giorno che cosa è successo domenica sera fra Paratici e Grosso, il quale tutto ha avuto durante il mercato fuorché gli interpreti che in effetti gli servivano per il 4-3-3 (gli esterni di attacco) arrivati attraverso lo shopping compulsivo dello scadere. Poi il mistero (a parte le tre inguardabili sconfitte). Ma qualcosa di peso deve essere successo. Sarà mica stata la sostituzione di Mastantuono?

La gestione Commisso

La Curva stavolta si è mossa per tempo e con vigore, il ricordo della scorsa e ignobile annata è stato sufficiente per gonfiare la mongolfiera di un potente coro di tre parole dopo Fiorentina-Torino: ‘Salta la panchina’. Non un auspicio, una richiesta. Non so se anche per questo Grosso sia stato scaricato dal club, resta il fatto che a tutti deve essere chiaro un concetto: non si scherza con il fuoco, Firenze si è veramente rotta le scatole di essere umiliata a livello calcistico, è piena, stufa, stremata. Soldi spesi? Una valanga, un’enormità. Ma negli ultimi sette anni la media in campionato è stata inferiore ai 53 punti (decimo posto periodico) e le tre finali sono state solo una beffa. Unica scusante: le risorse effettivamente investite. A lungo andare però questa può diventare un’aggravante. Perché anche essendo presidenti non basta leggere sullo schermo di un telefonino 'Firenze ti amo' e urlarlo in piazza, perché dopo gli applausi resta Firenze. Che è così da quasi 2100 anni, è bellissima e infernale. Per cui lo ripeto anche io: non scherzate con il fuoco.  Se c'è qualcosa che dentro il club non funziona, risolvetela in fretta e create una catena di comando solida, che abbia anche un controllore. Metteteci la faccia, i silenzi non aiutano a capire. Se non piacciono le conferenze stampa in streaming _ peraltro da me odiate, sono in genere una finzione_ potrebbe essere utile un punto globale da gestire con umiltà. Un'altra annata ignobile, per favore no. Se il manovratore va fuori controllo deve essere gestito (e qui bisogna mettersi d’accordo su chi è il manovratore).

Il problema societario

Joseph ha speso assai e sebbene poco timore incuta prima della partita a bordo campo, quando impettito e compreso fissa i giocatori, bisogna dargli atto di aver speso. Parecchio. Una patrimonializzazione con giovani giocatori pagati assai o arrivati in prestito per via paraticiane da club importanti. Alcuni di questi ci sono piaciuti molto in estate (Atta, Mastantuono, Oulai), altri un poco meno (Joao Mario) ma insomma bisogna dare atto al Ds di non essere rimasto con le mani in mano. Ora però sono arrivate tre sconfitte in tre partite, la gente mormora e anche il ruolo di conducator del mercato stona perché sembra che non ci sia una regia vigile dall’alto. Chi supervisiona Paratici, Mark Stephen? Hanno Joseph e Caterine Commisso le competenze necessarie per valutare, a parte quella consolidata di premere l’ok sui bonifici? Togliamo in fretta questi punti interrogativi e proviamo a ripartire, un’altra volta, tanto questo a Firenze è diventato il secondo sport dopo il calcio.

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