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Fiorentina e corsa all'Europa: 5 motivi per crederci, 5 motivi per essere scettici
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Pietro Lazzerini
per Firenzeviola.it

Fiorentina e corsa all'Europa: 5 motivi per crederci, 5 motivi per essere scettici

Dal ritorno di Vanoli all'esplosione di Mastantuono passando per i punti persi per strada e una difesa da registrare: credere o no al ritorno in Europa?

L'entusiasmo dopo il ritorno di Vanoli e le tre partite senza sconfitte in seguito all'addio di Grosso e a un inizio horror hanno rilanciato la grande domanda di ogni inizio stagione: dove può arrivare questa Fiorentina? Un quesito da un milione di dollari che ha motivi per cui credere a un posto tra le prime sette e motivi per cui essere scettici in merito a una rincorsa europea. Qui di seguito proviamo a metterli insieme: 

I MOTIVI PER CREDERCI

Il Vanolismo
Paolo Vanoli è stata una scelta azzeccata, i tre risultati utili consecutivi fanno una potenziale prova. Il tecnico ha saputo dare una scossa all'ambiente, ai giocatori, alla classifica. Ha saputo dare fiducia a giocatori chiave come Fagioli e Mastantuono, oltre a un netto miglioramento nel rendimento generale a cominciare dalla difesa. Ha dato carattere a una squadra che non sapeva di esserlo e ha rilanciato anche l'entusiasmo di una piazza che lo aveva perso a causa di un inizio choc. Conosce Firenze, sa di avere un'occasione unica e ha voluto fortemente tornare in panchina nonostante un addio nebuloso. 

Mastantuono e la pluralità offensiva
La squadra che inizia a capire di poter essere squadra ha permesso a Franco Mastantuono di diventare assoluto protagonista sia a Venezia che in generale. L'argentino è il fulcro del gioco offensivo e appena avrà trovato la giusta alchimia con i compagni, ha già fatto intravedere di avere un potenziale quasi inesplorato fino a questo momento. Ha dichiarato di sentirsi a suo agio in Serie A e se ciò dovesse confermarsi anche con la continuità di prestazioni e rendimento, si trasformerebbe in un'arma in più, da club di alta classifica. Oltre a Mastantuono poi ci sono altri 5 giocatori d'attacco che hanno caratteristiche molto diverse tra loro, se usati con cognizione, proprio questa pluralità può trasformarsi in un'ulteriore freccia all'arco del mister. 

La rinascita di Fagioli
Il ritorno di Paolo Vanoli ha riportato Fagioli al centro del progetto tecnico e il centrocampista non ha tardato a rispondere presente. La versione annacquata vista con Grosso in panchina era troppo brutta per essere vera, l'empatia di Vanoli lo ha riportato ai livelli visti nella seconda parte della scorsa stagione. Se Fagioli si scoprirà anche continuo e se Vanoli riuscirà a farlo coesistere con Oulai, la mediana viola diventerebbe un esperimento di successo capace di sovvertire il naturale ordine della classifica. 

L'entusiasmo di Commisso (anche sul mercato) e il lavoro di Paratici
La Fiorentina non è riuscita a completare al 100% il mercato estivo, ma con la rivoluzione portata avanti da Paratici questa incompletezza poteva essere messa in conto. Il mercato di gennaio però non è così lontano e a quel punto il ds potrà mettere mano alla rosa sia con potenziali uscite rimaste in canna (vedi Dodo) sia per l'acquisto di un centrocampista in più (magari anche un difensore). Questo anche grazie al grande entusiasmo della famiglia Commisso, a cominciare da Giuseppe, che oltre al tour di selfie per la città e a margine dei tanti eventi a cui ha partecipato insieme alla madre, ha fatto capire di essere prontissimo a dare il via libera a investimenti decisamente onerosi pur di costruire una squadra da Europa nel minor tempo possibile. 

Niente coppe
La mancanza di coppe europee se da una parte è un malus perché tutti vorrebbero giocarle sempre, dall'altra permetterà a Vanoli di preparare le partite con grande attenzione e con un minor dispendio di energie anche rispetto ad alcune dirette concorrenti. Basti pensare che da sosta a sosta, chi sarà impegnato nelle coppe giocherà 9 partite contro le 6 della Fiorentina. 

I MOTIVI PER CUI ESSERE SCETTICI

I 9 punti persi a inizio stagione
Le tre sconfitte nelle prime tre giornate di campionato hanno concesso alle concorrenti del terreno che non doveva essere perso. Adesso la Fiorentina dovrà mantenere un alto rendimento contro le squadre di minor lignaggio e fare più di un colpaccio con le dirette concorrenti o addirittura con chi ha ambizioni dichiarate da Champions League. Nulla di impossibile, è bene ricordarlo, ma comunque un motivo tangibile per essere scettici su una rincorsa alle posizioni europee. 

Gruppo nuovo, giovane e inesperto
La rivoluzione estiva ha cambiato profondamente la rosa a disposizioen di Vanoli. Un valore se si pensa alla tanta qualità messa a disposizione, un malus per il presente se si considera la necessità di trasformare in album una bella serie di figurine. Il primo riscontro è stato positivo, ma passato il momento della reazione di nervi, sarà necessario verificare come tanti ragazzi giovani siano capaci di superare l'inesperienza per dare continuità ai risultati. Anche con un calendario tutt'altro che facile. 

Superare le 8 squadre che la precedono
Ad oggi la Fiorentina è quindicesima e quindi per centrare l'Europa dovrà mettersi alle spalle almeno 8 squadre. Ripetiamo: siamo all'inizio e niente è impossibile. Basti pensare a ciò che fece la Fiorentina di Prandelli dopo la penalizzazione post Calciopoli. Però tra l'attuale posizione e il sogno europeo ci sono molti club da superare e non tutti così considerabili inferiori da un punto di vista della rosa a disposizione. 

Difesa da registrare
Un solo clean sheet dall'inizio della stagione è sicuramente un campanello d'allarme che suona forte, come del resto lo sono le 11 reti subite fin qui in campionato di cui 3 con Vanoli in due partite giocate. Il Dragusin visto contro il Napoli dà speranza, ma la riprova l'avremo solo con il ciclo terribile che ci porterà ai primi di novembre. 

Vanolismo bis
Se per il carattere la presenza di Vanoli ha dato subito una sterzata positiva alla Fiorentina, la questione del gioco espresso resta un punto interrogativo. La squadra gioca più corta, col pressing che è tornato a far parte del piano tattico, ma ancora un'identità ben definita non è stata individuata, quanto meno non è così sviluppata da poterla citare come punto di forza. La Fiorentina dell'anno passato è stata semplice e puntava al risultato con ogni mezzo necessario, anche perché c'era da salvare una stagione. Per alzare il livello anche Vanoli dovrà dimostrare di poter tradurre sul campo le proprie idee. Per puntare all'Europa il gioco è una componente fondamentale, per ora è solo un manifesto, se diventerà realtà è ancora tutto da vedere. 

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