Personaggi viola in cerca d'autore
Dopo la partita pareggiata col Napoli, bella e foriera di un punto importante e che perciò si commenta da sola. Vanoli e i suoi ragazzi si godono un frugale riposo ( due soli i giorni liberi concessi) contrappuntato però da molto lavoro, per l’allenatore viola infatti sono molti i dubbi da dissipare, i nodi da sciogliere. Nella sua Fiorentina appunto, ci sono alcuni importanti personaggi ancora in cerca d'autore. Come nel celebre dramma di Luigi Pirandello questi personaggi stanno sulla ribalta dinanzi al pubblico in attesa di un autore che li renda compiuti, sciolti, viventi in pieno, l’onere dell’autore trattandosi di pallone è solo di Paolo Vanoli, l’unico che si può scommettere non riposerà le meningi in questa sosta del campionato, urge infatti risolvere i problemi di una difesa che nelle ultime cinque uscite ha preso ben 12 gol, troppi per una squadra che abbia qualche ambizione. C’è poi la questione centrocampo, un reparto che deve ancora trovare una composizione affidabile e automatismi che esaltino a pieno le grandi potenzialità degli interpreti, molti dei quali sono appunto ancora alla ricerca di autore, naturalmente nessuno pretende un undici fisso poichè nel calcio contemporaneo delle cinque sostituzioni il numero dei titolari si è allargato almeno a quindici, perciò si può anche partire in panchina per poi subentrare, purchè per un congruo numero di minuti.
Comunque sia, c’è Atta, calciatore dalle doti raffinate e dal grande potenziale, ebbene Atta vive un imbarazzo tattico che ne impedisce la fioritura piena, poichè tra l’Atta avanzato tra le linee e l’Atta mezzala di lotta e di governo c’è una differenza sostanziale, la prima versione rischia di essere un di più o al massimo un’alternativa, la seconda è invece necessaria per formare il centrocampo di riferimento definitivo della Fiorentina di quest’anno, il dubbio va sciolto e Vanoli ne è consapevole!
C’è poi la questione Oulai, il giovane ivoriano non gioca con continuità, la convivenza con Fagioli è il busillis non ancora sciolto che anima tanti dibattiti del calcio parlato, anche Vanol vi è intervenuto rifugiandosi però in un evergreen del calcese dicendo che al ragazzo, pur paragonato a Kantè, ancora manca ordine, Giulio Andreotti non avrebbe saputo trovare migliore espressione per non scontentare nessuno, intanto, come detto, Oulai sta a guardare e si parla già di qualche club( Galatasaray) che, accortosi del suo disagio, potrebbe piombare sull’affare di mercato.
E dopo Atta e Oulai ecco anche Ndour: il suo talento non convince del tutto o, per meglio dire, non convince a pieno tutti. Quando se ne raccontano le prestazioni spunta sempre un’ si ma’ al quale attaccare un distinguo, una critica, un dubbio che sia lui l’anello debole della mediana, la parte migliorabile di un tutto di qualità.
La sua giovane età, come del resto per gli altri nominati, gli lascia tempi e margini consistenti, ma si sa che nel calcio vale quel che diceva il grande regista nipponico Miyazaki cioè che l’uomo sente l’urgenza di creare quanto quella di distruggere, insomma c’è una gran fretta anche se non ci sarebbe fretta.
Detto dei centrocampisti, più indietro c’è un altro giovane in cerca d’autore, si tratta di Valdepenas: nell’ultima partita col Napoli il suo allenatore ha dato l’impressione di non fidarsi del tutto della sua tenuta difensiva tanto da preferirgli un Viery adattato terzino piuttosto che catechizzare lui canterano del Real di soli 19 anni, è finita che Viery è andato in difficoltà avendo per dirimpettaio Politano e che più tardi Vanoli ha messo dentro Valdepenas, con questi ultimi due salgono a cinque i nostri personaggi in cerca d’autore. E chiudiamo con l’attacco, ebbene anche lassù, nel reparto di maggiore qualità di questa Fiorentina così stimolante, c’è una piccola truppa di incompiuti: a partire da quel meraviglioso ragazzetto che ha un sinistro da favola, ma dev'essere sgrezzato perchè lo usi al meglio, per passare al raffinato portoghese Goncalves che piace a tutti anche se nessuno sa definirne del tutto il ruolo, lui compreso che a domanda si è vagamente definito ‘un dieci’, per finire a Beto del quale l’unica cosa che sembra si sia capito è che è piuttosto diverso da Pellegrino, insomma c’è gran lavoro per autori.
Ma la sosta del campionato e questo articoletto che parla di personaggi in cerca d’autore ci danno l’occasione per domandarci a voce alta perchè per taluni lo stadio debba essere la latrina di ogni più sordida manifestazione diimbecillità.Eppure per comportarsi a modo basterebbe rifarsi a concetti basici che almeno un tempo in un mondo meno accelerato e meno rincoglionito venivano naturali ai più, come l’adagio della nonna che diceva: i morti lasciali stare. Ma gli imbecilli e gli gnomi si nascondono ovunque: dal Manzanarre al Reno, dagli Appennini alle Ande, prova ne sia quel poveretto che si è presentato alla tv argentina indossando la maglia della Fiorentina del 92/93 esibendosi in un saluto romano, della serie sei così imbecille che se si facessero le olimpiadi dell’imbecillità, tu arriveresti secondo. Perchè? Perchè sei imbecille.


