Da Gattuso a Mancini, cambia il ct ma Fagioli resta ai margini dell'Italia: perché così poco spazio?
Centrale per Paolo Vanoli, ma non altrettanto per Roberto Mancini. Questo è quanto emerge dalla scelta del ct dell’Italia di non convocare Nicolò Fagioli per l’esordio degli azzurri in Nations League questa sera contro il Belgio. Il centrocampista viola infatti non farà parte della sfida dell’Olimpico, la prima del Mancini bis, ma al suo posto, come vertice basso e regista titolare della nazionale, agirà Alessandro Romano, classe 2006 cresciuto nel settore giovanile della Roma e messosi in mostra in queste prime cinque giornate di Serie A con la maglia del Cagliari.
Romano e non Fagioli
Una scelta che sicuramente denota coraggio da parte del commissario tecnico dell’Italia, ma che allo stesso tempo rimarca ancora una volta come, sebbene Fagioli dal gennaio 2026 ad oggi sia diventato il perno e il fulcro del gioco della Fiorentina (ad esclusione della brevissima parentesi con Fabio Grosso) oltre che in generale uno dei migliori registi del campionato di Serie A, a livello di nazionale non sia altrettanto tenuto in considerazione.
Da Gattuso a Mancini: nulla è cambiato
Era stato così anche con l’ex ct Gennaro Gattuso, che scelse di escluderlo dai play-off dello scorso marzo in vista dei mondiali, con la giustificazione di voler puntare su un gruppo squadra da lui portato avanti nei mesi e che non comprendeva appunto il giocatore viola. La sensazione dunque è che, nonostante dall’arrivo di Paolo Vanoli nella scorsa stagione in panchina Fagioli abbia preso sempre più confidenza con il ruolo di vertice basso di un centrocampo a tre, o comunque di metodista davanti alla difesa anche in un centrocampo a due, come sta accadendo in queste settimane nel nuovo 4-2-3-1 viola, Nicolò non sia ritenuto ancora centrale in Nazionale.
Non una bocciatura
Per quanto infatti Romano sia senza alcun dubbio una delle rivelazioni di questa prima fase di Serie A, parliamo di un ragazzo che ha appena 451 minuti disputati nel massimo campionato italiano e appena 135 minuti giocati in Coppa Italia. Nulla contro il centrocampista del Cagliari, che è sicuramente un elemento di grande qualità e prospettiva, ma certamente l’esclusione di Fagioli, da non interpretare come una bocciatura visto che potrà essere impiegato nei prossimi impegni degli azzurri, fa molto discutere. Il punto focale, infatti, è che Fagioli non viene ritenuto indispensabile dall’Italia così come lo è invece per la Fiorentina. La speranza, però, per uno dei talenti qualitativamente più puri del nostro calcio, è che, essendo solamente all’inizio di un nuovo percorso, ci sia ancora il tempo per dare il giusto spazio, anche in Nazionale, alle sue indubbie qualità.


