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Gioventù 'scappata': Favasuli, Kayode e gli altri rimpianti viola: la classe 2004 che non c'è piùTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2024
Oggi alle 10:00Copertina
di Alessandro Di Nardo
per Firenzeviola.it

Gioventù 'scappata': Favasuli, Kayode e gli altri rimpianti viola: la classe 2004 che non c'è più

Focus su cosa non è andato nello sviluppo di alcuni prodotti della Primavera della Fiorentina che adesso stanno brillando lontano da Firenze

Costantino Favasuli 2004, Michael Kayode, 2004, Lorenzo Amatucci, 2004, Lorenzo Lucchesi, 2003. Frutti ormai maturi del vivaio viola, di cui la Fiorentina ha però perso il controllo: uno, Kayode, gioca in Nazionale (e potrebbe partire titolare stasera contro il Belgio), gli altri sono comunque profili che trovano spazio sul taccuino di Roberto Mancini. Presto per parlare di mala-gestione della Fiorentina su questi prospetti di giocatori diventati adesso a tutti gli effetti protagonisti in realtà di primo livello? Solo il tempo ce lo dirà, proprio il tempo che è mancato a Firenze a questi quattro ex ragazzi.

Le gestioni

Sì perché parliamo di Over21, quindi non di ragazzini alle prime armi: Favasuli è reduce da un campionato debordante in B al Catanzaro e ora è uno degli uomini più in forma del Napoli, Michael Kayode già da due stagioni è un punto di riferimento del Brentford, squadra più che mai in hype in Premier, Lorenzo Amatucci si è preso il Deportivo a Coruna e la Liga nel giro di poche settimane con numeri da Rodri, Lorenzo Lucchesi è leader difensivo di un Monza spensierato e all'arrembaggio e su di lui la Fiorentina mantiene comunque qualche occhio puntato - il 50% sulla futura rivendita significa che Paratici e soci potrebbero riacquistarlo già a giugno prossimo a un prezzo scontato - . In quattro però hanno 51 presenze in prima squadra nel club che li ha svezzati (49 di Kayode, 2 di Amatucci). L'unico ad aver avuto chances per mettersi in mostra col giglio sul petto è stato MagicMike, come lo chiamavano i tifosi in Fiesole, poi un anno e mezzo fa è arrivata la chiamata dall'Inghilterra e lui, che qui era sostanzialmente la riserva di Dodo, ha salutato quella che per anni è stata casa sua. Nella parabola di Kayode e Amatucci c'è l'allegoria della fuga dei cervelli (in questo caso dei 'piedi') all'estero, un meccanismo molto, troppo italiano, coi ragazzi costretti a emigrare per trovare opportunità qui sconosciute. Questa è la strada, o altrimenti se vuoi restare qui il percorso passa da tanti, infiniti prestiti; Favasuli e Lucchesi hanno trovato due club come Catanzaro e Monza che hanno i margini di manovra per poter provare e sbagliare con i 'giovani' e che hanno deciso di interrompere questo loop di prestiti, puntando direttamente su di loro. La Fiorentina si è tutelata mantenendo il 50% sulla futura rivendita, ma ha di fatto perso il valore tecnico di calciatori che sono stati per anni nel suo vivaio. 

L'incasso e i rimpianti

E' una strategia societaria, che può pagare o no. Nel calcio c'è poco spazio per i sentimentalismi ma da una società che ha puntato molto sul vivaio e sul 'nido' costruito a Bagno a Ripoli c'è quantomeno da sottolineare come una 'cucciolata', quella dei 2003-2004, è stata sostanzialmente persa. Dai quattro citati la Fiorentina ha ricavato, a livello economico, 25 milioni (17,5 dalla cessione di Kayode) e potrebbe incassare altro in caso di ulteriori trasferimenti degli altri (anche Amatucci ha una percentuale sulla futura rivendita a favore della società dei Commisso, il 20%). C'è da dire che Firenze negli ultimi anni non è sembrata la piazza giusta per far 'decantare' il talento e che l'habitat non sembra l'ideale per cuocere a fuoco lento. Si vogliono risultati, non si sa quali, subito. E quindi anche i classe 2006 hanno salutato in un batter d'occhio, Braschi, Balbo, Kouadio, quest'ultimo chiamato in Nazionale da Mancini - protagonisti dello storico scudetto Primavera con Galloppa, a tre mesi dal trionfo, quella rosa non ha nessun calciatore in prima squadra-. Non è un paese per giovani, l'Italia, ma anche il capoluogo toscano.

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