Da De Gea a Ndour: non solo i nuovi, Vanoli ha rigenerato anche la vecchia guardia viola
Tempo di sosta per nazionali e dunque anche tempo di primi bilanci in casa Fiorentina. Valutando infatti la stagione dei viola fino adesso una delle cose che saltano maggiormente agli occhi è la differenza di rendimento che diversi giocatori, per non dire quasi tutti, hanno avuto passando dalla gestione Fabio Grosso a quella Paolo Vanoli.
Una vecchia nuova/difesa
In particolare, ad essere “rinati”, sono tutti quei giocatori che avevano composto lo zoccolo duro della Fiorentina in crescita dello scorso finale di stagione, proprio sotto la guida dell’ex tecnico del Torino. Il primo nome in ordine di ruoli ad aver svoltato è senza alcun dubbio è quello di capitan De Gea, MVP nella sfida contro il Napoli e in totale ripresa rispetto alla versione opaca e imprecisa osservata nelle prime tre di campionato ed in particolare contro Roma e Frosinone. Davanti a lui è tornato centrale anche Luca Ranieri, spesso criticato, ma in grado di offrire comunque garanzie a livello difensivo in coppia con un Dragusin, finalmente tornato in formato prime. Entrambi stanno contribuendo in modo netto a ridare quella solidità in fase difensiva che era totalmente mancata nelle prime tre giornate.
Le certezze a centrocampo
Come poi non sottolineare il rendimento e l’affiatamento della copia di centrocampo scelta sin da subito da Vanoli, ossia quella formata da Fagioli e Ndour. Un duo che per caratteristiche ha dimostrato di completarsi benissimo e che proprio per questo sta continuando a tenere in panchina un elemento di indiscusso valore come Oulai. Fagioli ha ripreso, ritrovando la fiducia del tecnico piemontese, lì da dove aveva interrotto la scorsa annata, ossia con le chiavi del centrocampo viola in mano, mentre Ndour è tornato a fare quel lavoro sporco di inserimenti ma anche di coperture degli spazi in non possesso palla che lo rende di fatto indispensabile. Non solo dunque una crescita da parte dei nuovi arrivati, Mastantuono, Njie e Pellegrino su tutti, ma anche una riscoperta e una rigenerazione della vecchia guardia gigliata. Anche questo è uno dei primi frutti del lavoro di Vanoli dal suo ritorno a Firenze.


