La grande scommessa viola: inseguire l’Europa con il nono (e non più il settimo) monte ingaggi della serie A
L’altra faccia del mercato, quella di un bilancio che ha visto la Fiorentina protagonista in termini d’investimenti ma anche in grado di limitare il monte ingaggi. Dopo un’estate in cui più di un colpo firmato Paratici ha riportato in quota speranze e auspici della tifoseria, la squadra consegnata a Grosso prima e Vanoli poi si attesta su un monte ingaggi inferiore rispetto al passato, nonostante una qualità in rosa che pare assai diffusa.
Oltre 60 milioni di monte ingaggi
Come evidenziato anche da Tuttomercatoweb.com nella stagione 2026/207 i viola si ritrovano al nono posto in termini di monte stipendi, LEGGI QUI, con un totale di 61,13 milioni lordi equivalenti a circa 34,55 milioni netti. La Fiorentina si ritrova con qualche milione in più rispetto al Torino, decimo, e dietro alla Lazio ottava, in una sorta di ritorno al passato visto che nel primo biennio della gestione Commisso la rosa allestita si portava dietro quasi 40 milioni (lordi) nel 2019-2020 (8’ monte ingaggi della A) e circa 43,7 milioni l’anno successivo (9’ monte ingaggi dietro al Torino).
Dal settimo al nono posto
Solo in tempi recenti, e in particolare a partire dal 2021-2022, la Fiorentina si era stabilita più o meno sempre al settimo posto, quasi sempre dietro la Lazio e, almeno negli ultimi 4 anni, davanti all’Atalanta. Una posizione più o meno confermata anche dalla classifica finale raggiunta sia da Italiano (capace di qualificarsi per tre stagioni di fila alla Conference League che da Palladino, seppure quest’ultimo possa vantare un sesto posto che oltre ad essere il miglior risultato dal 2019 resta anche un traguardo migliore a quello preventivabile.
De Gea il più pagato
Sotto questo profilo è perciò facile capire come possa (o debba) diventare Vanoli il valore aggiunto di una rosa che oggi costa meno, in termini di stipendio, di altre 8 squadre. Con circa 3 milioni netti d’ingaggio il più pagato De Gea (LEGGI QUI) è seguito da Dragusin (2,8 mln.) Beto (2 mln.), Joao Mario (2 mln.), Fagioli (1,8 mln.) e Mastantuono (1,75 mln) mentre Brescianini segna la soglia del milione di euro sotto la quale si trova il solo Ndour. Menzione a parte merita Pongracic, al di sopra dei 2 milioni stagionali, ma in virtù del decreto crescita (LEGGI QUI). Un nono posto che il tecnico farà di tutto per migliorare, ma anche la testimonianza di come in un mercato di grandi investimenti Paratici abbia comunque saputo tener d’occhio la questione economica.


