Tre gol, ma manca ancora il suo colpo migliore: ecco come Pellegrino può esplodere definitivamente
Lorenzo Della Giovampaola
Se c’è un aspetto in cui la Fiorentina sa di poter avere un grosso margine di miglioramento in vista della ripresa del campionato, questo aspetto è legato al potenziale di crescita di Mateo Pellegrino. L’attaccante argentino infatti, in attesa ovviamente di ritrovare anche il miglior Beto, è attualmente il secondo miglior marcatore in Serie A dei viola con due reti. Un bottino a cui va poi anche aggiunto il gol realizzato in Coppa Italia contro il Pisa per un totale di tre marcature stagionali, il migliore dell'intera rosa al pari di Franco Mastantuono.
Il repertorio mostrato in viola
L’aspetto curioso però di tutte le reti che Pellegrino ha realizzato fino adesso in viola, è che in nessuna di queste ha sfruttato quella che è sempre stata la sua qualità migliore, ovvero sia il colpo di testa. La prima rete in viola infatti, quella in casa contro il Torino, è stata realizzata con un sinistro potente dalla lunga distanza sul quale c’è stata anche la complicità di Perri. La seconda, quella a Venezia, è stata invece frutto di una bellissima conclusione a incrociare con il sinistro dopo una cavalcata solitaria in contropiede, mentre quella appunto nel derby toscano di coppa, è stata messa a segno con il più classico dei tap-in da rapace dell’area di rigore.
Un gesto tecnico da sfruttare
Il fatto che l’argentino però non abbia messo ancora in mostra quella che è stata l’arma in grado di fargli segnare un terzo dei suoi gol in carriera (12 per l’esattezza sui 36 totali segnati, di cui ben 11 sui 15 messi a referto in Italia con la maglia del Parma) può essere dovuto anche ad un modo giocare della squadra gigliata che, per via di due esterni offensivi come Njie e Mastantuono, utilizzati a piede invertito e più propensi ad andare verso il centro del campo piuttosto che sul fondo, e di due terzini come Viery e Jimenez, che tendono o a stare più bloccati (è questo il caso del brasiliano) o a venire più dentro al campo (questo invece è il caso dell’ex Milan e il Real Madrid) difficilmente arriva a crossare dal fondo. Ecco, proprio questo aspetto di valorizzare il classe 2001, sfruttandolo di più attraverso il gioco aereo può essere uno dei punti da giungere al repertorio d’attacco della squadra di Vanoli in vista del rientro in campionato.


