Domani la Fiorentina ritrova Beto: in un ottobre di fuoco servirà la sua versione formato Udinese
Lorenzo Della Giovampaola
Tanto della stagione della Fiorentina, in ottica rilancio europeo, passerà inevitabilmente dal rendimento che mostreranno in zona realizzativa i suoi due attaccanti centrali. Uno di questi, Mateo Pellegrino, è già partito col piede giusto realizzando tre gol, due in Serie A e una in Coppa Italia, in 435 minuti giocati. L’altro invece, l’ultimo arrivato anche in ordine temporale dal mercato, ovvero sia Beto, è ancora alla ricerca del suo primo sigillo in maglia viola.
Una sosta positiva
L’attaccante della Guinea-Bissau, rivitalizzato dalla sosta per le nazionali almeno dal punto di vista della confidenza con il campo e anche in un certo senso in quella con la porta, visto l’assist fornito a Franulino Djù contro la Tanzania, tornerà a disposizione di Vanoli nella giornata di domani e, dopo una prima parte di lavoro individuale, per perfezionare la forma atletica, tornerà a lavorare nei giorni successivi con la squadra in vista della trasferta di Genova di sabato prossimo.
Serve un Beto formato Udinese
Beto, che lo stesso Vanoli ha più volte elogiato in conferenza stampa per le caratteristiche, sottolineando come il suo profilo fosse già stato da lui cercato ai tempi del Torino dopo l’infortunio di Zapata, dal punto di vista della continuità sotto porta, guardando solamente i numeri, dovrebbe rappresentare per i viola una sorta di certezza di arrivare almeno in doppia cifra. Tanto però per un giocatore della sua stazza, e con le sue caratteristiche fisiche, dipenderà da quanto appunto riuscirà in fretta a rimettersi al top della forma, raggiungendo il "prime" mostrato ai tempi di Udine. Chissà però che questa sosta non possa averlo aiutato a presentarsi in modo diverso già in un ottobre che, per la Fiorentina, dovrà essere il mese del definitivo rilancio.


