Dai ritmi in campo all'esplosione di Mastantuono: 3 domande per la Fiorentina post sosta
Ludovico Mauro
L’ultima domenica in ciabatte sul divano, prima del giro di giostra più bello. Ottobre e novembre regaleranno ai tifosi viola settimane da montagne russe, con sei sfide prima della prossima sosta che metteranno la Fiorentina di fronte a sei prove tanto difficili quanto interessanti, per misurare le ambizioni di questa squadra. E a partire da domani la testa andrà su un mini ciclo di impegni chiamato a dare tre precise risposte a chi vive e respira la Fiorentina quotidianamente.
Come sta la squadra?
La prima riguarda un aspetto più generale, ossia come apparirà sul campo la formazione di Vanoli. L’allenatore ha scelto di portare avanti una sosta a ritmi serrati, concedendo appena due giorni liberi alla squadra dopo il Napoli e andando in controtendenza a quasi tutti i suoi colleghi di Serie A. La strada percorsa è stata quella del duro lavoro, con settimane di doppie sedute per ripristinare la forma fisica e alzare i giri del motore a modo suo, un po’ come accadde l’anno scorso quando subentrò a Pioli. La logica vuole che la Fiorentina arrivi al Ferraris con un’intensità ancora superiore a quella già importante vista contro il Napoli prima della pausa.
Come affronterà questo calendario?
E proprio contro il Genoa inizia una sequela di impegni che diranno molto su quanto alto possa volare questa Fiorentina. Perché il calendario mette di fronte un ottobre rosso, dalla delicata trasferta genovese (con un De Rossi in bilico e senza potersi permettere un altro ko) al trittico Como, Inter e Atalanta, per giunta nel turno infrasettimanale (nell’anno in cui i viola non sono più abituati al doppio impegno, causa assenza di Europa). Poi il Sassuolo e infine la Juventus, la ciliegina sulla torta per eccellenza dopo un'agenda così fitta e proibitiva.
Quanto crescerà Mastantuono?
Infine, l’uomo in più. Quello che vuole dimostrare di essere Franco Mastantuono, ancora lontano dal suo apice ma rinvigorito più che mai dalle gioie raccolte in patria in questi giorni. Il ritorno in Nazionale e la soddisfazione del primo gol, le parole di Scaloni che lo tratta già come un veterano e una grande considerazione di se stesso: "La gente è - onestamente - molto esigente nei miei confronti e lo capisco, so cosa ci si aspetta da me. Ho esordito a 16 anni, ovviamente si sono generate molte aspettative", ha detto stanotte il talento di Azul, conscio dei suoi mezzi tecnici quanto chi come Paratici ha fatto di tutto per prenderlo in estate. Ora l’autunno e il resto delle stagioni per sbocciare definitivamente, anche col giglio cucito sul petto.


