Dalla noche del Diez a Marassi: tutto in quattro giorni, per Mastantuono è corsa contro il tempo in vista di Genoa-Fiorentina
Alessandro Di Nardo
Ha già vissuto una serata ad alto voltaggio emotivo - il ritorno a casa sua, al Monumental, con tanto di prima rete con la maglia della Selección -, all'orizzonte però arriva uno tsunami sentimentale che sommergerà una nazione intera e parte del globo terrestre. L'appuntamento ormai lo sanno tutti, nella notte tra martedì e mercoledì, sveglie puntate alle ore 1 (diretta SkySport), Argentina-Benin, più che un'amichevole uno dei più grandi omaggi della storia del calcio per il più grande di questa storia, Lionel Messi, al suo ultimo tango con l'Albiceleste. E lui, Franco Mastantuono, sarà lì in mezzo, immerso nella leggenda di una notte da consegnare agli annali.
La notte della Storia
Ci sarà tutto, tante lacrime, una maglia speciale, un numero ancor più speciale che dovrà trovare un erede che possa essere degno anche soltanto alla lontana (in questo, dall'Argentina spingono su Nico Paz, il favorito per prendere la Diez del mas grande) la sensazione che si stia chiudendo un capitolo irripetibile della vita di tutti quelli che saranno collegati da casa ma ancor di più di quelli che saranno presenti al Monumental. Lo ha spiegato anche lui stesso, Franco da Azul, "Il sogno più grande della mia vita era giocare con Messi. Non ho mai pensato che avrei avuto davvero la possibilità di farlo, ma ho realizzato quel sogno. Il giorno in cui sono entrato nel ritiro e l’ho visto, un sogno di una vita si è realizzato. Potere condividere anche solo un po’ di tempo con lui, per quanto breve, significa tantissimo per me e mi rende incredibilmente felice. Ovviamente, martedì sarà l’addio che merita come il più grande giocatore della storia". Un senso di reverenza collettiva che permea tre-quattro generazioni, qualcosa (questo sì) di irripetibile, ma anche una grande occasione per lo stesso Mastantuono, di mettersi in mostra su un palcoscenico che avrà il record del mondo di riflettori puntati.
Il rientro a Firenze
Poi, dopo il cocktail profondo di pathos, ci dovrà essere un ritorno alla normalità per tutti, anche per lui: il volo di rientro per l'Italia, l'arrivo a Firenze e i pochi allenamenti a disposizione prima di Genoa-Fiorentina, in programma sabato 10 ottobre alle ore 15. Mastantuono dovrebbe tornare ad allenarsi al Viola Park soltanto giovedì, appena dopo il suo rientro ma soprattutto a quarantotto ore dalla gara di campionato. Impossibile fare prima e inimmaginabile chiedere un rientro anticipato (o addirittura impedire la partenza, come ha fatto la Roma con Dybala e Molina, anche se lì la situazione è ben diversa perché i due argentini giallorossi sarebbero stati soltanto spettatori in quanto facenti parte della classe del 2022, i campioni del Mondo del Qatar). L'esperienza irripetibile che sta facendo in questi giorni può essere benzina ad altissima potenza per un ragazzo di diciannove anni che cerca ancora la sua dimensione.
Le alternative
Lato Fiorentina: dubbi su dubbi, perché il bagaglio che il classe 2007 si porterà dietro sarà di quelli ingombranti, un caleidoscopio di emozioni, aggiunto alle migliaia di chilometri di viaggio, faranno sì che la sua presenza a Genova non sarà scontata. Paolo Vanoli si sta già tutelando in tal senso: quest'anno le alternative non mancano, anche sulle corsie, per questo nel caso in cui il crack di Azul non fosse al 100% per l'incrocio delicatissimo di Marassi ecco pronto Wilfried Gnonto, 'fresco' di una tre settimane di lavoro nel quartier generale di Bagno a Ripoli.


