I doni di GoleaNdour, l'arcifiorentino
Stefano Prizio
Forse con un eccesso di superficialità la Fiorentina nell’ultimo mercato ha rinunciato al peso morale, all’incisività in campo e soprattutto ai gol di un centrocampista come Rolando Mandragora. Tuttavia poichè nel computo generale, lo si sa, le reti dei centrocampisti finiscono per avere un peso specifico notevole, talvolta decisivo per raggiungere gli obiettivi prefissati, sarà buona cosa se spunterà tra i centrocampisti un degno erede del giocatore passato al Torino. Nella Fiorentina attuale potrebbe essere proprio Cher Ndour, il quale ha per il gol una innata propensione, colui che si candida ad accollarsi l’onere dei gol dalla mediana.
Sarà quindi questo ragazzone di 22 anni il goleador… pardon il ‘goleandour’ del centrocampo viola? Ebbene la doppietta che Ndour ha realizzato in nazionale under 21 nella gara vinta dagli azzurrini 6 a 2 sulla Polonia, sembrerebbe presagirlo. Dell’ottima prestazione del giovane viola passano e spassano sui media le immagini, specie del suo gol dalla lunghissima distanza, un gol pregevolissimo per la difficoltà di realizzazione, la siderale e inconsueta distanza e l’impertinenza anche solo nel pensarlo (che nel calcio è un valore per un giovane), tuttavia non va sottovalutata l’altra segnatura di Ndour: un rapace colpo di testa in area degno dei colpi degli specialisti. Di Cher Ndour dipoi non va sottovalutato il dono della resilienza, non a caso l’anno scorso in un contesto da tregenda egli ha saputo procedere in controtendenza rispetto al resto dei compagni e facendo suo l’adagio siciliano ‘ calati giunco che viene la piena’,è riuscito, malgrado i guai di classifica della Fiorentina, a disputare un’annata in crescita.
E ancora, Ndour a soli ventidue anni può già vantare diverse esperienze in club importanti come il Benfica, il Psg, e il Besiktas oltre che la Fiorentina, un patrimonio di mondi, lingue e contesti diversi raro e prezioso per un giovanottone nativo di Brescia, da madre italiana e babbo senegalese. E questi appena elencati sono alcuni dei ‘doni’ di Cher Ndour, qualità tecniche, sportive e umane che nello scorso mercato hanno convinto la Fiorentina a dargli lo status di incedibilità, insomma alla Fiorentina dinanzi a offerte pesanti sarebbero stati disposti a cedere chiunque, compresi Fagioli e Kean ( che infatti è partito), tranne lui, verità o leggenda? Non si sa, quel che si sa è che Ndour con la fame tipica e inestinguibile della sua età si sta mangiando a larghi morsi la scena, di Ndour si parla, si discute, si commentano le immagini dei gol, si preconizza una prossima chiamata nella nazionale maggiore, il presente è di Ndour! Il futuro forse.
Già, poichè come per ogni calciatore di cui si chiacchiera molto ci sono gli estimatori, talvolta fin troppo entusiasti, ma anche i detrattori, i quali sostengono che nel giocare in fondo egli non rubi l’occhio o che non usi bene il suo corpo imponente, specialmente nei movimenti a difesa della palla, c’è poi chi ne rileva i limiti tattici. Eppure anche se dovesse avere tutte queste lacune, va detto che gli allenatori che lo hanno avuto non le devono aver rilevate o considerate tanto importanti poichè quasi tutti gli hanno dato spazio e fiducia. Ma ci spiace per lui, il destino di Cher Ndour, almeno a Firenze, è essere discusso, talvolta nel bene tal altra nel male e almeno in questo egli è un perfetto erede di Rolando Mandragora, amato e di contro avversato da molti.Ndour infatti è perfetto, quasi un prototipo, per costituire l’oggetto e il confine delle endemiche divisioni del popolo viola, Ndour in mezzo con gli uni di qua e gli altri di là. In ciò Cher da Brescia, dal nome assonante al foggiano, è in realtà arcifiorentino proprio perchè divisivo, capace di fomentare le più smodate esaltazioni o attizzare i più immotivati livori, destino cher lo accomuna ad altri giocatori della storia viola che furono al centro di aspre dispute, ogni era viola ne ha sempre più di uno.
Forse a Ndour converrebbe di più godere di una sana indifferenza, ne avrebbe di certo la vita più semplice, meno celebrazioni ed encomi a prescindere, ma anche meno cattiverie da dover digerire. Ma c’è poco da fare caro Cher, ogni discussione, ogni dualismo, ogni aut aut accendono nel fiorentino (e viola vieppiù), sia egli di nascita o d’elezione, una lotta senza esclusione di colpi, un irriducibile agone all’ultimo sangue. Tanto poi si sa che l’unica etica del calcio è il risultato (gli altri presunti e sbandierati valori sono fuffa per ingenui), quindi alla fine della fiera annuale se il nostro Ndour avrà fatto parte di una squadra che si sarà ben distinta, sarà egli un campione, come i suoi compagni, il genio che li allena e il benefattore che li ha comprati e li paga. Se invece l’annata andrà male saranno essi tutti vili,scarsi e traditori. E terroristi prezzolati coloro (noi giornalai) che li hanno raccontati.


