Masini: "Mastantuono è forte e ha la garra. Ma ha 'falsato' il mercato"
Luciana Magistrato
Il cantante e grande tifoso della Fiorentina Marco Masini, ospite in studio a Radio FirenzeViola, durante "Garrisca al Vento" condotto da Giacomo Galassi e Costantino Nicoletti, ha parlato del suo prossimo concerto fiorentino al teatro Verdi il 4 novembre e soprattutto di attualità viola.
Ci parla del tour che parte il 3 da Milano e il 4 da Firenze?
"Sono felice di tornare a Firenze in occasione dell'anniversario dell'alluvione. Io ero bambino e ricordo che a mio padre appoggiato alla spalletta dell'Arno si spense la sigaretta per l'acqua alta e così fu bravo a portarci via in tempo e mia madre si adoperò insieme agli angeli del fango per aiutare i bisognosi. Così ho deciso con la Prg e tutta l'organizzazione di Firenze di scegliere questa data perché ho come fotografia quei momenti della mia famiglia".
Che succede a questa Fiorentina?
"Purtoppo ci stiamo abituando a perdere con tutti e dunque soffriamo meno, ci sorprenderebbe di più che si vinca ma dobbiamo farlo al più presto prima di rivivere l'incubo dello scorso anno".
Quali sono i problemi?
"Bisognerebbe essere dentro il Viola Park che invece è ermetico e non si può vivere l'allenamento come una volta perciò anche le soluzioni che si danno dall'esterno sono frutto di opinioni"
Quale può essere l'obiettivo della squadra?
"Il primo obiettivo è vincere e per ora non lo fa; quando cominci a vincere pensi all'obiettivo vero. Per ora uno può puntare solo ai 40 punti".
La squadra soffre la pressione della piazza?
"Firenze è una spinta incredibile, è troppo forte e non passa inosservato nel bene e nel male. Vuole spronare anche se fischia, di fronte ai fischi si reagisce. Ma se Firenze ama, ama totalmente. Firenze mette pressione ma anche Roma o Milano mettono pressione, non è un fatto di piazza perché l'indifferenza sarebbe peggiore. Questa è la piazza di una città calda. Per i tifosi la Fiorentina è come l'amore, quando sei innamorato lo vivi a 360 gradi e con passione e quindi soffri e sei felice, ti dà gioie e dolori. Così il calcio. Io però non capisco quando si dice che bisogna insegnare la fiorentinità a un danese o a un giovane che arriva da altre nazioni, quella si tramanda tra generazioni, da padre in figlio. L'importante è che i giocatori siano professionisti e lottino per il gruppo, non per la fiorentinità che non possono avere".
Come gestisci la voce?
"La voce ha bisogno di 3-4 ore di riposo, parlo poco prima di un concerto infatti, ovviamente per chi ha la voce allenata, altrimenti ci vuole di più. Come le partite".
La sua prima volta al Franchi? "Da solo ero nel collettivo viola e suonavo il tamburo ma fui licenziato perché ero troppo bravo, nel 78. Ma già a otto anni ero stato al Franchi con mio padre e c'era Antognoni che rubava l'occhio".
Cosa pensa di Mastantuono?
"Mi piace, ha 19 anni ma sembra ne abbia già 24-25. Si vede che è avanti, ha la garra, sa giocare a calcio. Questa squadra bisogna rivederla più avanti quando tutti sapranno bene cosa fare e Mastantuono saprà dare ancora di più. E' forte ma certo il suo arrivo ha falsato un po' il mercato, perché per un 4-3-3 è un esterno atipico che rientra e infatti hanno dovuto cambiare modulo, non è insomma quello che fa i cross per Pellegrino insomma che l'anno scorso aveva segnato tanti gol di testa e dunque ha bisogno di cross. Al di là dei moduli l'importante è partire con un undici di base poi cambi durante la gara".
Come giudica invece Vanoli?
"Penso che stia facendo bene, si tratta di avere tempo e trovare una quadra. Deve arrivare un momento di svolta, come arrivò con Palladino che si inventò Bove in quel ruolo".
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