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Vanoli non è in bilico, ma ancora per quanto? Servono punti, non parole e "soddisfazioni" per 90 minuti su 98. Il lavoro di Paratici continua a non convincere: quello sull'allenatore è un doppio errore

autore
Lorenzo Di Benedetto
per Firenzeviola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
autore Lorenzo Di Benedetto
28.10.2026 00:00L'editoriale

La Fiorentina continua a perdere. In modi diversi, ma conta il giusto. Il ko contro l'Inter, nel recupero del secondo tempo, ha fatto ancora più male e le parole del post gara, sommate ai pensieri dei giorni successivi, convincono il giusto. Limitarsi ad analizzare i primi novanta minuti, parlando di una squadra viola che aveva tenuto testa ai nerazzurri, non ha senso. Primo perché le partite durano quasi 100 minuti e se non hai la forza di riuscire a tenere un risultato importantissimo è un problema, secondo perché la Fiorentina non aveva affatto tenuto testa all'Inter. Lo 0-1 era stato, fino al gol di Thuram al 91', il frutto di una rete pazzesca di Jimenez, di un calcio di rigore solare non assegnato ai nerazzurri, delle grandissime parate di De Gea e della fortuna, pensando alle due traverse colpite da Carlos Augusto. Sia chiaro, De Gea è un patrimonio della Fiorentina e il fatto che compia super parate fa parte del gioco, così come la fortuna, ci mancherebbe, e così come il gol da cineteca di Jimenez, ma chiunque abbia visto la partita sa perfettamente che la squadra di Vanoli non ha assolutamente tenuto testa all'Inter.

Gli errori di Vanoli fatali per la Fiorentina

Oltre a tutto questo è poi giusto parlare anche degli errori, gli ennesimi, di Paolo Vanoli, che alla fine sono stati decisivi. Lo stesso Jimenez e Mastantuono erano gli unici che stavano mettendo in difficoltà l'Inter, da quella parte i nerazzurri stavano soffrendo più del previsto e la decisione dell'allenatore viola è stata quella di sostituirli entrambi. La sua "giustificazione", espressa nel post gara, è stata quella di aver avuto l'idea di inserire forze fresche proprio per sfruttare i problemi dell'Inter, ma quella stessa idea ha dato il risultato opposto. La mania di voler togliere Mastantuono dal campo è incomprensibile, davvero. Oltre a questo doppio cambio c'è stato poi anche il cambio modulo, con la difesa passata praticamente a cinque e la squadra che, come accadeva spesso anche l'anno scorso, ha avuto molta più paura e si è sciolta come neve al sole nel recupero.

Paratici è tornato a parlare, ma non a metterci la faccia

Lo avevamo invocato proprio su queste pagine la settimana scorsa e nel pregara della sfida di San Siro abbiamo avuto il piacere di vedere Fabio Paratici di fronte alle telecamere. Tre domande di numero per meno di cinque minuti di intervista, senza troppo contraddittorio, hanno fatto di quell'intervento soltanto un ritorno al prendere la parola, con il dirigente che, però, non ci ha messo del tutto la faccia. La sua idea, che ha fatto filtrare fin dal primo giorno a Firenze, è che non parlerà mai nel post partita, a meno che non succedano cose particolari. Ecco, il fatto che la Fiorentina abbia perso cinque delle prime sette partite dopo aver speso più di 150 milioni di euro durante lo scorso mercato estivo non può essere considerata una cosa particolare? A nostro avviso sì, ma per il direttore sportivo si vede che non è così.

Vanoli non in bilico, ma per quanto tempo ancora?

Infine un pensiero sull'allenatore e il suo futuro. Dei suoi errori abbiamo già parlato e speriamo di non dover parlare di altro nelle prossime settimane, ma come detto la Fiorentina non riesce a trovare continuità. Giovedì ci sarà l'Atalanta, lunedì il Sassuolo: dal Viola Park il messaggio è chiaro. Paolo Vanoli non è in bilico. Ci crediamo, ci mancherebbe altro, ma la domanda che ci facciamo è semplice: quanto tempo avrà ancora? La speranza è che nessuno debba mai rispondere a questa domanda, perché vorrebbe dire che i risultati sarebbero diversi rispetto agli ultimi centrati.

per Firenzeviola.it

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