Vanoli torna al 4-2-3-1: l'ultima volta aveva perso col Como. Ma ora c'è una differenza
Niccolò Santi
Ieri pomeriggio Paolo Vanoli ha abdicato alle sue convinzioni e ha disposto la Fiorentina col 4-2-3-1. Lo ha fatto a gara in corso per vivacizzare la sua formazione, alimentando così la fase offensiva. Si è preso la responsabilità di inserire Gnonto e Gonçalves sul 2-2, accentrando un Mastantuono volenteroso. Alla fine ha avuto ragione lui. La scelta del tecnico viola si è dimostrata coraggiosa e azzeccata, tanto che i suoi giocatori hanno finalmente ragionato da squadra.
Il motivo dell'ultimo cambio di modulo
L’ultima volta che la Fiorentina era scesa in campo con il 4-2-3-1 era domenica 18 ottobre, all’Artemio Franchi, contro il Como. Gli avversari hanno inflitto un sonoro 3-1 alla Viola, motivo per cui Vanoli, dalla partita successiva con l’Inter, ha sancito il cambio di modulo, aggiungendo un centrocampista e compattando almeno teoricamente la sua squadra. Tutto sommato nemmeno il 4-3-3 gli ha regalato grandi gioie, considerando i risultati e le prestazioni.
Adesso c'è una differenza in casa viola
La grande discriminante, oggi, si chiama Pedro Gonçalves. Il portoghese ha finalmente trovato la forma, e può permettere all'allenatore di schierare tre attaccanti dietro la punta. Ieri da ala sinistra ha giocato una partita sontuosa, servendo l’assist per il 3-2 di Mastantuono. L'attaccante classe 1998 ha le carte in regola per rivelarsi la soluzione ai dilemmi tattici: c'è da credere che domenica prossima, contro la Juventus, Vanoli lo confemerà. E con lui il modulo.


