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33 anni fa moriva Mario Cecchi Gori, il presidente che riportò entusiasmo a Firenze

autore
Andrea Giannattasio
per Firenzeviola.it
Oggi alle 17:00Primo Piano
autore Andrea Giannattasio
05.11.2026 17:00Primo Piano

Trentatré anni fa, il 5 novembre 1993, si spegneva a Roma Mario Cecchi Gori, uno dei presidenti più popolari nella storia della Fiorentina. Aveva 73 anni e da poco più di tre era alla guida del club viola, acquistato nell’estate del 1990 dalla famiglia Pontello. Un’avventura breve ma intensa, che avrebbe segnato l’inizio di una nuova epoca per il calcio fiorentino, proseguita poi sotto la presidenza del figlio Vittorio.

Produttore cinematografico tra i più importanti d’Italia, Cecchi Gori aveva realizzato il sogno di diventare proprietario della squadra per la quale aveva sempre tifato. Il suo arrivo coincise con uno dei momenti più delicati della storia viola, all’indomani della contestatissima cessione di Roberto Baggio alla Juventus. Fu proprio il nuovo presidente a riportare entusiasmo in una piazza ferita, dando il via a una campagna acquisti ambiziosa che negli anni successivi avrebbe portato a Firenze campioni del calibro di Batistuta, Effenberg e Laudrup.

Non mancarono però le delusioni, su tutte la clamorosa retrocessione in Serie B del 1993, arrivata nonostante una rosa ricca di talento. Cecchi Gori affidò allora a Claudio Ranieri il compito di riportare immediatamente la Fiorentina nella massima serie, un traguardo che non riuscì a vedere. Alla sua morte Firenze gli tributò un saluto imponente: oltre ventimila persone si radunarono in piazza Santa Croce per i funerali di quello che tutti chiamavano affettuosamente “Marione”. Un presidente rimasto nella storia viola non per i trofei conquistati, ma per aver restituito alla Fiorentina ambizioni e centralità dopo gli ultimi, travagliati anni della gestione Pontello.

per Firenzeviola.it

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